Il Tirreno

Livorno

Emergenza maltempo

Televisori, bici, materassi e salotti: ecco i rifiuti alluvionati dal Rio Maggiore

di Franco Marianelli
Un operatore Aamps accatasta le suppellettili
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Un operatore Aamps accatasta le suppellettili

Livorno: centinaia di suppellettili consegnate ad Aamps in Borgo di Magrignano, dove è stato allestito il punto di raccolta

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LIVORNO. Vista la ricorrenza nazionale del 4 novembre sembrava ieri pomeriggio adatto definire lo stato del rio Maggiore (situazione delle 17) «calmo e placido» come il fiume veneto citato nella famosa “Leggenda del Piave”. Ma proprio nelle stesse ore il Centro funzionale regionale veicolava un codice arancione che nulla faceva presagire di buono e nello stesso tempo anche l’Arpat, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, metteva in guardia i toscani.

Fatto sta che il Borgo di Magrignano, il quartiere sorto da alcuni anni a est di Salviano, particolarmente toccato dal nubifragio a causa della “tracimazione” del rio Maggiore (che ha allagato piani bassi e scantinati delle case confinanti con quello che è normalmente un fiumiciattolo ma che in questi frangenti diventa impetuoso torrente) ieri pomeriggio sembrava tranquillo. Lo stesso sindaco Luca Salvetti, riferendosi agli allagamenti, aveva comunicato come le «vasche di contenimento abbiano retto ma che la situazione dei rii nella zona non lo convincesse appieno»: «allo Stillo e nella zona del ponte del ristorante delle 5 Querce – le sue parole – c’è qualcosa sui cui lavorare. I rii hanno esondato e hanno creato paura e preoccupazione tra la gente: dobbiamo chiedere un ulteriore intervento alla Regione Toscana e in particolare al Genio civile».

Incontriamo il “check point” di Aamps nel cuore del borgo. «Da stamani (ieri per chi legge ndr) assembliamo tutto ciò che è stato reso inservibile dall’alluvione. Gli abitanti lo hanno raccolto e ce l’hanno portato (e ce lo stanno portando ancora) nell’area di raccolta che abbiamo organizzato in via Gianfranco Merli, angolo con via della Valle Benedetta», raccontano Daniele Mainardi e Massimo Zannotti, operatori Aamps incaricati del servizio. Dietro di loro fa bella mostra di sé (si fa per dire) una decina di metri quadri di rifiuti, rifiuti che sino a l’altro ieri erano valide suppellettili di casa: dai numerosi infissi in legno ormai marci a schermi tv, mobilia di vario tipo, un divano, una bicicletta e finanche un trasportino per gatti».

E stamani abbiamo «riempito un altro camion con altrettanto materiale», ci dicono i due operatori Aamps. Mainardi e Zannotti presidiano il citato angolo di via Gianfranco Merli con via della valle Benedetta con un incarico ulteriore a quello della raccolta: da lì sino al ponte che porta in via del Giaggiolo (e al ristorante delle 5 Querce) il traffico è interrotto, sia per la presenza di alcuni tronchi ancora presenti sulla carreggiata, ma soprattutto per l’allagamento del tratto della strada più vicino al ponte dove le acque non sono ancora rientrate.

«È l’unica situazione nel quartiere ancora critica», ci dicono i due operatori intenti a dare informazioni agli automobilisti sui percorsi alternativi. Effettivamente percorrendo le strade del borgo notiamo solo un paio di palazzi che hanno accumulato davanti ai portoni materiale del tipo sopra descritto, che sarà ritirato nei giorni prossimi dagli stessi operatori Aamps, che da domani proseguiranno i ritiri a domicilio ma passeranno anche da via Merli perché le persone continueranno, chiaramente, a lasciare l i rifiuti. Ma purtroppo la notte sarà lunga. l


 

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