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Livorno, il mezzo flop della Casa della Salute all'Ardenza

di Giulio Corsi
Livorno, il mezzo flop della Casa della Salute all'Ardenza<br>

Nessun medico di famiglia ha aperto l’ambulatorio

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Livorno Per anni Livorno è stata una delle poche città capoluogo della Toscana a non avere una Casa della Salute, ultima frontiera della sanità territoriale. Un vuoto che è stato parzialmente colmato a inizio gennaio con l’apertura della nuova struttura dell’Asl di via del Mare. Che tuttavia, dopo dieci mesi di attività, è ancora “zoppa”. Nessuno dei medici di famiglia livornesi infatti ha accettato di aprire il proprio ambulatorio negli spazi messi a disposizione dall’azienda sanitaria.

Non si tratta di un dettaglio di poco conto: la grande differenza tra i centri socio-sanitari (come oggi conosciamo Fiorentina e via Impastato) e le nuove Case della Salute (che nel frattempo hanno ricambiato nome diventando Case di Comunità) è rappresentata proprio dalla presenza dei medici di medicina generale. Che a Livorno però hanno deciso – legittimamente visto che la scelta è volontaria – di “declinare l’invito” restando ognuno nei propri ambulatori.

Pisa batte Livorno 26-0

Una situazione imprevista, considerando che sia i vertici dell’Asl sia i rappresentanti dei medici, lo scorso gennaio all’inaugurazione della struttura ardenzina, erano convinti che ci sarebbe stata un’adesione adeguata. E che teoricamente ci sarebbe spazio per far aprire un ambulatorio a trenta dottori: gli studi a disposizione infatti sono tre e se ogni giorno si alternassero sei medici, equamente suddivisi tra mattina e pomeriggio, nei cinque giorni della settimana potrebbero arrivare a trenta.

Livorno rappresenta un caso particolare. Basta andare a Pisa per scoprire che nella Casa della Salute di via Garibaldi, aperta lo scorso febbraio, sono già attivi 26 medici di base. Un numero importante che garantisce ad esempio che durante l’orario di apertura sia sempre presente un medico di medicina generale che aiuta i cittadini in caso di bisogni legati alla medicina generale come la visita medica, la vaccinazione, la prescrizione di farmaci e varie necessità che possono verificarsi in assenza del proprio curante.

Servizio azzoppato

«Prendo atto della scelta dei colleghi, ma sono stupito e sinceramente non capisco i motivi – commenta il presidente dell’Ordine dei Medici Pasquale Cognetta –. Io, come ho già avuto modo di dire, ci sarei andato di corsa se fossi stato ancora in servizio».

La mancanza di medici di famiglia, come dicevamo, azzoppa l’attività dell’unica Casa della Salute livornese finora aperta. È un po’ come un’auto nuova che però viaggia con la metà dei cavalli a disposizione. La vera novità della Casa della Salute rispetto ai precedenti distretti è esattamente la compresenza tra medicina generale e servizi territoriali dell’Asl. Lo conferma lo stesso presidente dell’Ordine dei medici: «Senza la figura del medico di medicina generale queste Case sono un po’ come i vecchi distretti».

Le conseguenze

La ricaduta di questa assenza finisce sulle spalle dell’utenza, diventa un servizio non dato. Spiega ancora Cognetta: «In cosa consiste il vantaggio di avere ambulatori di medici di famiglia nella Casa della Salute? Semplice: se c’è bisogno di uno specialista lo si trova alla porta accanto e si può consultare anche nell’immediato. Se l’assistito che deve prenotare un esame appena prescritto trova il Cup al piano di sotto. Come trova l’Ostetricia e la Ginecologia, lo psichiatra e il diabetologo. Hai i prelievi. Diventano servizi che il medico offre ai suoi pazienti come opportunità e che rendono migliore la qualità del lavoro e più facili i percorsi per gli assistiti. Diciamo che è l’organizzazione ideale per facilitare i percorsi».

«Senza considerare – aggiunge Cognetta – che c’è un vantaggio anche dal punto di vista professionale per i medici: non solo perché gli ambienti sono nuovi e luminosi, ma anche perché possono offrire servizi più complessi, hanno strumentazioni». La domanda nasce spontanea: perché questo rifiuto da parte di tutti i cento medici livornesi? «Evidentemente i colleghi stanno bene nella situazione attuale e non hanno intenzione di cambiare – risponde Cognetta –. Credo che l’Asl tra l’altro proponga soluzioni convenienti a livello economico ma soprattutto dal punto di vista professionale essendo strutture polivalenti». E il coordinatore dei medici di famiglia di Livorno, Massimo Angeletti, aggiunge: «A breve entreranno in servizio quattro giovani, speriamo che colgano l’opportunità». l

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