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Mascagni? Era un influecer del suo tempo: gli studenti e il grande compositore

Mascagni? Era un influecer del suo tempo: gli studenti e il grande compositore

Col progetto Educational il Maestro, la sua vita e le opere entrano nelle scuole. Voleri: «Importante coinvolgere le nuove generazioni». Camici: «Il festival ha spinto»

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i Maria Teresa Giannoni

Livorno Una mattina con Mascagni. È quella che hanno trascorso alla Goldonetta gli alunni di alcune classi livornesi (la quarta del Cecioni, due quinte delle elementari Campana e rappresentanti sparsi del Niccolini Palli) con insegnanti al seguito, per la presentazione del nuovo bando per le scuole del progetto Mascagni Educational.

È una delle attività collaterali al Mascagni Festival e si propone di portare la conoscenza della vita e delle opere del compositore livornese tra i ragazzi delle scuole, il bando è aperto agli istituti di Livorno e provincia.

Già in termini di numeri i risultati avuti fin qui sono lusinghieri: a maggio quando è stato presentato al teatro Goldoni il lavoro conclusivo dello scorso anno - una recita della “Cavalleria Rusticana” portata in scena dalle Campana, in versione livornese - in platea c’erano 600 ragazzi.

Quest’anno al centro del lavoro delle scuole ci saranno le due opere che verranno presentate l’estate prossima al Festival, ovvero ancora “Cavalleria” e “Gianni Schicchi” di Puccini.

«E’ importante per noi – ha detto il direttore artistico del Festival Marco Voleri – raccontare Mascagni alle nuove generazioni. Devono sapere che ha dato lustro alla città: la “Cavalleria Rusticana” è tra le cinque opere liriche più rappresentate al mondo. Mascagni ha fatto storia, ha dettato legge nella moda come fanno gli influencer di oggi, tanto che i giovani della sua epoca si tagliavano i capelli alla mascagna. Ma è stato anche uno che ha avuto il coraggio di seguire le proprie idee e anche se nella vita ha avuto tanti problemi è sempre andato avanti».

«Saremo in tanti a partecipare – ha anticipato Tiziana Rapisarda del Provveditorato agli Studi rivolta ai ragazzi – a fine anno assisteremo a qualcosa di fantastico. Il Mascagni Festival è sempre in movimento, un po’ come sono i giovani che non stanno mai fermi. Dove c’è la cultura non ci sono più brutture, sparisce il bullismo, sparisce la sofferenza e allora ben vengano iniziative culturali come questa che vi possono far stare bene e far conoscere meglio la vostra città».

Cosa succederà nelle classi lo ha spiegato Maria Salvini che sarà una delle protagoniste del progetto.

Forte delle sue competenze – è laureata in lettere e in storia dell’arte, è cantante lirica e pittrice – punterà sul collegamento tra le varie materie con riferimento al periodo storico e all’attività di Mascagni. «Si comincerà con lezioni di formazione per i docenti in Goldonetta – ha annunciato - Mascagni infatti si presta a diversi approfondimenti. A partire dalla sua vita: la nascita a Livorno in quella che è oggi piazza Cavallotti, il soggiorno a Milano dove frequentò il Conservatorio insieme a Puccini, quando erano tutti e due giovani e senza soldi. Con Puccini facevano parte della “giovane scuola” che si ispirava al verismo e qui l’aggancio con la letteratura, per non parlare della stagione del simbolismo con D’annunzio che scrisse per Mascagni il libretto di “Parisina” mentre Plinio Nomellini ne realizzava il manifesto».

Il progetto Mascagni Educational piace molto anche al Comune.

«La città – è intervenuta la vicesindaca Libera Camici - ha omaggiato il Maestro con uno dei suo luoghi più belli: la Terrazza Mascagni, ma prima di quattro anni fa non c’era altro. Fino a che è nato questo Festival che ha saputo fin da subito contraddistinguersi e sa creare sinergie come questa».l

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