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Livorno, addio all’imprenditore Giovanni Gianforma: storico titolare della concessionaria Automatic
Aveva 80 anni, nel 1968 aprì la concessionaria in via Michon. Il messaggio del figlio Vittorio: «Babbo ha trovato la sua serenità. Adesso è in un posto migliore»
LIVORNO. Il 18 luglio scorso l’ultimo messaggio: «Mi mandi per sms la mail di Alessandro Volpi (opinionista del Tirreno ndr) ». Non ce l’avevo sottomano e quando l’ho trovata era troppo tardi. Perché qualche giorno dopo quella richiesta Giovanni Gianforma, storico imprenditore, per quasi mezzo secolo titolare della concessionaria Automatic, ha iniziato un viaggio senza ritorno: prima un importante problema cardiaco che nonostante le difficoltà e un paio di interventi aveva superato, poi una maledetta complicazione che su un fisico indebolito da mesi di ricovero se l’è portato via in meno di due giorni. «Babbo – scrive il figlio Vittorio – ha trovato la sua serenità. Adesso è in un posto migliore».
Chi l’ha conosciuto volendogli bene, oggi che se n’è andato a 80 anni, non può che pensarlo al volante di un’auto, meglio se d’epoca, magari con un quadro di cui si era innamorato sistemato sul sedile posteriore. Sicuramente in compagnia di qualche vecchio compagno di classe del liceo classico, nato come lui nei primi anni Quaranta e con i quali continuava a vedersi. Magari ricordando (e ridendo) di quella zingarata che tra realtà e un po’di leggenda raccontava di aver compiuto alla fine degli anni Sessanta. «Andammo da Livorno a Quercianella in macchina, ma usando solo la retromarcia. Oggi – si affrettava a dire dopo aver sorriso di quella marachella – non lo rifarei mai. Ma allora eravamo giovani e non c’erano le auto che circolano adesso».
Rimasto senza padre giovanissimo, cresciuto con la sorella Ornella e una madre importante come era la professoressa Edi Gianforma, un mito all’interno del mondo della scuola, Giovanni ha legato la sua vita e la sua storia all’attività dello zio: quella concessionaria di auto Volkswagen e Audi aperta nel 1968 in via Michon che ha poi rilevato e fatto crescere anno dopo anno restituendo alla città parte di quel successo imprenditoriale: fu sponsor del Volley Tomei in serie A, legò il nome dell’azienda a diverse edizioni del Trofeo Accademia Navale e non negò mai un sostegno al Livorno di Spinelli negli anni della risalita verso il paradiso perduto del pallone. Tanto da ricevere anche la nomina a Commendatore al Merito della Repubblica Italiana nel dicembre del 1996.
Grazie alla fiducia nel mondo di chi ha assistito ala ricostruzione nel dopo guerra, alla fine degli anni Novanta decise di fare l’ennesimo salto nel futuro costruendo un avvenieristico autosalone in via dell’Artigianato, al Picchianti. Un investimento milionario che per diversi motivi, molti dei quali non aveva mai digerito, portarono nel 2011 alla fine della società e all’inizio di una nuova vita.
A riempirla, oltre all’amore della moglie Anna, erano arrivate anche due nipoti, Rachele e Costanza che gli facevano brillare gli occhi, poi c’erano quelle cene con gli amici di una vita, le lettere che scriveva e inviava, e la lettura ogni giorno di almeno due quotidiani, abitudine che non aveva mai abbandonato. «Bella quella storia che hai scritto – diceva, prima di aggiungere – un giorno poi ti racconto il resto». La salma di Giovanni Gianforma sarà esposta per tutta la mattina lunedì 23 ottobre nella sala della camera mortuaria dell’ospedale, alle 15 il funerale, poi la cremazione.
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