Gioco
Livorno, sott’acqua la startup del legno e dei giocattoli montessoriani: «Distrutto il nostro impegno»
L’acqua ha invaso la falegnameria “I sogni di Sam” a San Marco. Su Facebook Il post del titolare ha fatto scattare la solidarietà di molti amici e clienti
Livorno «Stamattina non è proprio un buongiorno. Quando siamo entrati in laboratorio abbiamo trovato quello che mai avremmo voluto trovare. A Livorno stanotte c’è stato un nubifragio, e il nostro legno non ha trovato via di scampo. A tu per tu con il suo peggior nemico, l’acqua. E lì dove accumulavamo ritardi per una vita a cinque che ancora cerca un nuovo equilibrio, si aggiunge anche questo. Al momento non sappiamo se i macchinari hanno subito danni perché siamo senza corrente. Ho solo tanta voglia di piangere».
È questo il testo che è comparso giovedì sulla pagina Facebook de “I sogni di Samm”, laboratorio artigianale che ha sede in zona San Marco, in piazza XI Maggio, conosciuto in nord Italia e nel nord Europa per la costruzione di arredamento Montessori. Un arredamento che si basa sulla creazione di un ambiente a misura di bambino. Una attività cominciata pochi anni fa, nel 2018, quella de “I sogni di Samm”, da una coppia che ha lasciato il posto fisso per lanciarsi in questa avventura. Lui, 37 anni, la moglie e tre figlie femmine. La più grande 10 anni, la più piccola, tre mesi. Alan Giorgi all’improvviso si è trovato nell’incubo con la moglie Sonia Cantone che ne ha uno in meno. Il loro mondo, partito quasi per scherzo dall’esigenza di un lettino che serviva per la figlia mezzana che ha sette anni, «O me lo fai te o vado da un artigiano a farmelo costruire», diventato una cosa seria e subito piccola impresa. Togliendosi soddisfazioni: come nel 2019 quando Cna gli assegnò il premio speciale Start up giovani imprenditori “cambiamenti”.
Arredamento dedicato, giochi, ma anche creazioni in legno più convenzionali e per chi ha bisogno di begli oggetti e non ha figli. Tavoli, ma anche belle porte per la casa. «Siamo arrivati dalla nostra abitazione di via Solferino ed era un disastro – dice Alan; il piazzale qui fuori era invaso d’acqua, il livello arrivava a oltre trenta centimetri. Tavole, ritagli che tenevo appoggiate fuori, galleggiavano ovunque, mentre appariva evidente che il laboratorio era allagato. C’era solo da entrare e augurarsi meno danni possibile. Avevo tanta paura«. Una sorpresa quell’allagamento, perché pur avendo sentito piovere forte, non pensava a quanto fosse violenta l’intensità.
«Mi sono allertato solo quando sono arrivate delle telefonate di altri che hanno l’attività vicina e mi dicevano che non si apriva nemmeno il cancello elettrico. Ho subito pensato al peggio, col pensiero fisso che andava al macchinario principale che mi permette di mettere in squadra il legno per costruire i mobili». Tanto materiale buono da buttare, un camion intero ha fatto il viaggio verso lo smaltimento. Ma per fortuna l’attrezzatura sembra salva, nonostante i motori siano a contatto col pavimento. «Li avevo lasciati in corrente, ma l’energia elettrica è saltata prima e non si è verificato un cortocircuito. Poco fa ho provato ad accendere, e sembra tutto a posto«. La materia prima andata perduta è di pregio: faggio, castagno, rovere. Un ammontare di alcune migliaia di euro, la stima, solo per ricomprarla. In più, c’è il mancato guadagno per ordini che erano già in lavorazione per raggiungere a breve destinazioni lontane. «Ci siamo subito rimboccati le maniche – riprende Alan – e abbiamo già rimesso in ordine tutto il locale, lavorando senza sosta una intera notte. Con le scuole chiuse, anche le mie bimbe più grandi erano con noi durante il giorno; mentre quella maggiore osservava pensierosa la confusione che c’era tutto attorno, quella poco più piccola, ha voluto una scopa per darci una mano. Sono quelle piccole cose che ti fanno sentire una famiglia unita. Sorridi e ci dai dentro con più forza per tornare a lottare con più voglia di prima». Non è mancata la solidarietà. «Su Facebook in molti si sono proposti di ordinare articoli da bimbi, pensando al Natale che ormai si avvicina. Un modo per ridarci ossigeno il prima possibile. Li ringraziamo tutti». l
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