Il Tirreno

Livorno

Il personaggio e l’evento

Il livornese Luca Zannotti è il manager dietro al grande ritorno dei Cccp “Fedeli alla linea”

Il livornese Luca Zannotti è il manager dietro al grande ritorno dei Cccp “Fedeli alla linea”

La band che ha fatto la storia del punk e l'omaggio ai 40 anni di carriera

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Livorno I 40 anni dagli esordi dei Cccp – Fedeli alla linea, band che ha fatto la storia della scena punk italiana, sono un evento che travalica i confini della loro terra d’origine, l’Emilia-Romagna, per diventare un momento celebrativo e di riflessione di portata nazionale. E che si lega direttamente a Livorno, poiché il manager che la band ha scelto per questa operazione è il livornese Luca Zannotti.

Produttore, manager culturale esperto di nuovi media e cultura giovanile, con la sua agenzia Musiche Metropolitane (che ha sede a Livorno in Borgo San Jacopo) da vent’anni gira palchi e luoghi di tutta Europa e non solo, al fianco di tanti artisti di spicco.

Ai Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia, si è aperta la mostra “Felicitazioni! Cccp - Fedeli alla linea. 1984 - 2024”, che ripercorre la carriera della band formata da Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Annarella Giudici e Danilo Fatur, a quarant’anni dell’uscita del loro primo Ep “Ortodossia”, datato 1984.

Installazioni, opere site specific, foto d’archivio inedite, supporti audiovisivi, costumi di scena e tanto altro in 25 sale per un’esposizione che sarà visitabile fino all’11 febbraio 2024. I Cccp - Fedeli alla Linea saliranno sul palco del Teatro Valli di Reggio Emilia il 21 e il 22 ottobre alle 20.30 per il “Gran Galà Punkettone di parole e immagini”. Si racconteranno al pubblico con Daria Bignardi e Andrea Scanzi.

Luca Zannotti racconta com’è nata per Luca Zannotti l’opportunità di lavorare a questo progetto. «La cellula dormiente dei Cccp è stata svegliata per imbastire la mostra dei quarant’anni dal primo Ep «Ortodossia», quindi ho ricevuto una telefonata. Che fossi già il manager di Massimo Zamboni da sei anni mi ha dato un vantaggio, avevo la sua fiducia. Con lui sono stati anni di tour ininterrotto: a fine mese andremo in Transilvania al mitico Dracula Film Fest di Brasov».

E ancora: «Il mio lavoro consiste nel rappresentare gli artisti per la loro attività discografica e dal vivo. Per i Cccp ho curato la parte profana dell’operazione, la trattative economiche, e sto curando la produzione esecutiva del Gran Gala Punkettone, il doppio evento al Teatro Municipale Valli del 21 e 22 ottobre e delle prossime apparizioni (extra musicali) dei Cccp».

L’immaginario dei Cccp si lega di per sé alla storia e alla tradizione di Livorno.

«Come Reggio Emilia anche Livorno è stata “la provincia più filosovietica dell’impero”, e tra manifesti ideologici, ironia e paranoia, i Cccp assomigliano tanto alla cittá che amo. Livorno ha una temperamento indulgente, ma un realismo amaro, viverci é un privilegio per me. Vorrei solo poterci stare di più». Chi da Livorno andrà a vedere la mostra ecco che cosa troverà. «Dei reperti sensazionali e un’autoanalisi collettiva per un territorio, quello emiliano, che come il nostro ha incarnato un’utopia, che per me non è finita».

Zannotti racconta che cosa hanno lasciato i Cccp alla musica italiana e chi la fa oggi. «Hanno dato un scossa rivoluzionaria alla cultura giovanile di quegli anni. Solo a Livorno ho visto due band ritirarsi in un casolare di campagna a incidere un disco, esattamente come facevano loro. Negli anni novanta li imitavamo tutti, e mi capita tutt’ora di ascoltare gruppi che cantano come Giovanni e suonano come Massimo. In quegli anni sono stati decisamente influenti».

Oltre al progetto legato ai Cccp Zannotti è impegnato in altri lavori prestigiosi. «A Montreal in tour con Tommaso Novi, ma lavoro anche, tra gli altri, con i Planet Funk, con Francesco Tricarico, con i Sinfonico Honolulu e Johnson Righeira, e a un progetto bellissimo su Enrico Berlinguer che vorrei tanto portare anche a Livorno». l
 

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