Gioco
La Nona di Beethoven, la più grande sinfonia della storia torna a Livorno dopo 50 anni
Grande attesa per il doppio appuntamento sul palco del Teatro Goldoni: sul palco 150 esecutori
Livorno La Nona Sinfonia di Beethoven. L’opera tra le più famose della storia della musica torna al Teatro Goldoni dopo 50 anni. L’ ultima messa in scena fu proprio al teatro cittadino con l’Opera romena di Cluj il 23 settembre 1973 come ricorda Fulvio Venturi. Venerdì 20 ottobre e sabato 21 ottobre alle 21 ben 150 saranno gli esecutori sul palco per un lavoro di così tanta complessità esecutiva che è di raro ascolto nei teatri e nelle sale da concerto. Questo aspetto fa ancora più onore al Goldoni che ospita questo monumento della musica di ogni tempo, grandiosa e universalmente conosciuta ed il suo celeberrimo finale è stato scelto dal 1972 quale Inno della Comunità Europea.
La Sinfonia 9 in re minore per soli, coro e orchestra op. 125 "Corale" di Ludwig van Beethoven inaugura la stagione sinfonica (la replica di domani è fuori abbonamento).
Arriva in città grazie ad una produzione realizzata con Opera Music Management, la struttura artistica imprenditoriale che gestisce l’Orchestra del Goldoni, e la rinnovata collaborazione con Accordi Musicali International Classical Music, il Festival internazionale con sede a Malta che sempre più apre ai palcoscenici italiani nel segno della grande musica. «Avremo così oltre 150 artisti impegnati al Goldoni tra la sua Orchestra e Coro diretti dalla bacchetta principale della compagine orchestrale, il Maestro belga Eric Lederhandler», spiegano dall’organizzazione. Voci soliste nel meraviglioso Coro finale saranno Silvia Pantani (soprano), Mae Hayashi (contralto), Luis Javier Jimenez (tenore) e Michele Pierleoni (basso).
La Nona Sinfonia rappresenta per concezione e sviluppo la summa delle creazioni di Beethoven ed il compimento di un percorso che lo aveva accompagnato nell’arco della sua vita, da quando, non ancora ventenne, a Bonn ebbe modo di conoscere l’Ode “An die Freude” di Friedrich Schiller, simbolo degli ideali dei giovani tedeschi. Il progetto andò in porto soltanto nei suoi ultimi anni di vita, quando completò la Sinfonia 9, includendovi quell’Inno alla gioia di Schiller, con il suo alto messaggio di speranza e fratellanza “Tutti gli uomini divengono fratelli / Abbracciatevi, moltitudini! Questo bacio vada al mondo intero!”. La prima esecuzione ebbe luogo il 7 maggio 1824 a Vienna con lo stesso autore sul podio con un pubblico numerosissimo a tributargli una vera e propria ovazione agitando i fazzoletti, per dare modo al compositore, la cui sordità era ormai conclamata, di comprendere il successo della propria immortale opera. Da subito, la Nona appare come un capolavoro rivoluzionario, innanzitutto per la presenza delle voci e del coro, ma anche per la costruzione sonora nella quale Beethoven fa convivere altri generi musicali, dallo stile operistico, alla musica militare, finanche alcuni elementi presenti nella musica sacra.
In apertura del concerto, sarà proposto all’ascolto il Concerto per violino n. 3 “Four Seasons of Manhattan” di Alexey Shor, artista di talento del nostro tempo nato a Kiev nel 1970 e compositore residente del Festival Accordi Musicali. Di fama internazionale, immigrato in Israele nel 1991, ora vive principalmente negli Stati Uniti e le sue opere sono state eseguite in alcune delle più prestigiose sale da concerto. Il Concerto per violino n. 3 trasporta le stagioni nel tempo e nello spazio fino a giungere a Manhattan, il cuore brulicante di New York. Nel doppio appuntamento al Goldoni, due saranno i violinisti di fama internazionale che si alterneranno in questa esecuzione: il giapponese Fumiaki Miura (20 ottobre) e l’austriaco Boris Brovtsyn artisti applauditi nelle più prestigiose istituzioni musicali e con importanti orchestre.
Info. Biglietti ancora disponibili al botteghino del Teatro Goldoni (tel. 0586 204290) con orario 16,30-19,30; prezzi da 10 euro (5 euro ridotto under 20).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
