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Lutto

Livorno, dai servizi in ambulanza ai suoi amati pazienti: addio dottoressa Gabri

di Maurizio Silvestri
Livorno, dai servizi in ambulanza ai suoi amati pazienti: addio dottoressa Gabri

Medico di famiglia, dopo la laurea aveva lavorato per tanti anni sulle ambulanze della Misericordia. Fissati i funerali

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LIVORNO. La dottoressa Gabriella Nannetti, Gabri per tutte le centinaia di suoi pazienti e per amici e parenti, ci ha lasciato. Dopo aver lottato su più fronti con il male. Con quella caparbietà e volontà che l’ha accompagnata per tutta la sua vita, privata e professionale. Aveva 74 anni. La quasi totalità dedicata allo studio ed agli altri. Dopo la laurea aveva lavorato per tanti anni sulle ambulanze della Misericordia. Non si tirava mai indietro ed una volta, per soccorrere un operaio caduto in un crepaccio, si è ferita lei stessa. Contemporaneamente collaborava con il professor Pozzi, celebre cardiologo. Malgrado l’esperienza maturata non ha mai voluto prendere la specializzazione. «I titoli non mi interessano. Importante è curare le persone». E lei, medico di base per una vita (si era ritirata solo tre anni fa), i pazienti li seguiva davvero affrontando i loro problemi globalmente, a livello fisico ma anche psicologico. Ed ecco che nel suo ambulatorio potevi anche aspettare a lungo: «Ognuno è un caso a sé e va trattato nel modo giusto non solo secondo i modelli standard». Un concetto si potrebbe dire oggi, olistico. Ed in effetti la dottoressa Nannetti era anche appassionata di cultura e medicina orientale. Voleva andare in fondo ad ogni caso. Perché meritava, comunque, di essere approfondito per trovare la migliore delle soluzioni. La sua disponibilità era proverbiale. Anche quando doveva seguire il padre ammalato, Nado, architetto tra i protagonisti della ricostruzione di Livorno e la mamma Franca Tognetti. Per i pazienti Gabri c’era sempre.

Nel tempo libero, poco, amava il mare. Le lunghe passeggiate alla Terrazza a rilassarsi osservando lo scorrere delle onde, i gabbiani nel cielo. Poi di nuovo al lavoro, i suoi ammalati. Tanti di quei pazienti l’hanno festeggiata insieme ai familiari proprio di recente, alla festa che ha fermamente voluto per il suo compleanno vicino casa (abitava in via della Pieve). Una festa organizzata con il suo compagno Claudio Bertoni (medico in Casa di cura) che ha sorpreso perché non era consuetudine degli ultimi anni. Gabri era felice di vederli. Per ognuno ha avuto ancora parole buone. Ha abbracciato la cara nipote Lidia, il piccolino della famiglia, bis-bis cugino Gioele che lei ha sempre sentito molto vicino. Il fratello Andrea, anche lui architetto, con il cugino Maurizio: «Siamo cresciuti come fratelli – ha ricordato - In famiglia ci chiamavano Qui, Quo e Qua». Poi un grande bacio ed il saluto. Gabri, esperto medico, probabilmente sapeva che quella era l’ultima volta. La festa è stata il saluto finale. Poi le condizioni sono peggiorate ancora: problemi ai polmoni, alle vertebre. Il fisico ha ceduto. Ma non il suo spirito. Solo all’ultimo ha accettato di essere portata in ospedale. Dopo un giorno in rianimazione, la fine. I funerali oggi pomeriggio, alla camera mortuaria dell’ospedale. 
 

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