Il Tirreno

Livorno

Città e degrado

Livorno, la presidente delle guide storiche: «Il Mastio chiuso, i palazzi imbrattati. Le nostre grandi bellezze sprecate»

di Flavio Lombardi
Il muro del palazzo del Refugio nel cuore della Venezia imbrattato
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Il muro del palazzo del Refugio nel cuore della Venezia imbrattato

Lo sfogo di Ursula Ida Pareti: «Neanche un parcheggio per i bus»

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LIVORNO. Lei è Ursula Ida Pareti, presidente della associazione guide storiche di Livorno e delle guide turistiche e accompagnatori di Confcommercio. Da oltre 15 anni in “trincea” raccontando a chi viene da fuori, italiano o straniero che sia, le bellezze e i tesori che molte volte neppure noi sappiamo di avere.

Tre giorni fa Pareti ha scritto una riflessione sui social, in cui ha manifestato la propria amarezza che deriva dalla consapevolezza di un potenziale che resta inespresso. Nel testo, riferendosi ai turisti e ai loro commenti, scrive che reputano Livorno bellissima, tutta da scoprire e da non relegare al ruolo di scalo per prendere o scendere dal traghetto. Peccato che sia tenuta male.

Pareti si riferisce a certe situazioni della Venezia in cui «i muri di edifici storici magnifici come il Palazzo del Refugio e il Convento dei Domenicani, imbrattati da scritte e disegni brutti e inguardabili, sanno di sudicio e di degrado». Per non parlare della «gimcana fra gli escrementi di cane e quelli di gabbiano. Fra la spazzatura e le bottiglie di birra abbandonate qua e là».

Lo sfogo non si placa e continua. «Non si trova un posto per parcheggiare il bus. Vai in via Grande ed è tristezza: pochi negozi davvero belli ancora aperti, tutto è cambiato tutto è moda fast and furious. Le saracinesche chiuse e perdi il conto di quanti cartelli di Vendesi e Affittasi ci sono ovunque, capisci che ormai qualcosa non va e la città è in agonia».

Poi, continua la sfogo della guida, «vai in Fortezza Vecchia e speri di portare i turisti sul Mastio eh no... il Mastio oggi è chiuso. Chiuso? I turisti non aspettavano altro che salirci sopra perché tu gli hai parlato fino allo sfinimento della sua storia ma soprattutto del panorama mozzafiato che si gode da lassù. No invece arrivi lì, e non puoi entrare».

Pareti, contattata dal Tirreno, aggiunge: «Non voglio essere strumentalizzata e vedere il mio post usato per chi vuol fare propaganda politica. Sono responsabile anche del collocamento delle guide per Itc crociere, un grosso tour operator che organizza il processo sottobordo portando turisti in giro, fino a Portovenere. A Livorno si è lavorato bene, ma...».

Esortata a spiegare meglio, la responsabile delle guide livornesi aggiunge: «Non è colpa di Salvetti se la gente sporca. Però, qualche telecamera in più, un paio di passaggi della Municipale supplementari ogni notte nei quartieri della movida, non farebbero male».

È innamorata pazza della Venezia. Dove porta un sacco di gente che resta folgorata. «Anche se, dovremo vedere bene il prossimo anno, stagione in cui tante navi faranno scalo a La Spezia e non ho capito bene il perché. Forse per tariffe più convenienti. E per noi sarà dura. Dovremo andare laggiù in centinaia. Per non parlare dell’indotto che ne soffrirà. Mica è vero che prendono solo la bottiglietta d’acqua, sporcano e sono poveri questi turisti. Fandonie».

A proposito di croceristi la guida racconta: «Scendono qui consapevoli e sanno già cosa fare, preferendo noi a Firenze, Pisa o Lucca. Giri con storia e degustazioni. Ristoranti in Venezia, Mercato centrale, il frate, il cinque e cinque, la Fortezza. In gran parte sono statunitensi e inglesi. Ma anche australiani. Abbiamo due pacchetti: i fossi in battello, mercato e lungomare, oppure lo stravenduto che vede mercato ittico, cacciucco e degustazione itinerante con storia di Livorno».

Ci sono tante cose però da rivedere. «Per esempio una accoglienza a tutti i varchi, non solo all’Alto Fondale. Al Molo Italia mancano servizi igienici e un terminal riparato».

Ripensa a Venezia. «Ci si passa, e mi domando. Perché quei palazzi bellissimi che erano colorati come fosse Portofino, non si costringe anche con la Soprintendenza a rifarli com’erano? Perché non si fa un progetto, per intercettare fondi dedicati? Si smetta di imbrattare. Non parlo di murales. Questo quartiere sarebbe un podere in Chianti per tutti. Mancano posti per i bus. Fateli a pagamento, ma fateli. Perdiamo opportunità di portare la gente al Museo di Città, perché non si sa dove far parcheggiare il bus. Vicino al varco Fortezza ci sarebbe posto. Serve organizzazione, eventuali accordi con l’Autorità Portuale. Per non parlare dell’unico parcheggio dedicato alla Terrazza. Ci si va tutti, e c’è posto per uno». E del Mastio? «Basterebbe alzare la protezione. Da quella posizione, concludiamo la visita e ovunque guardi, riassumi posti e luoghi già visti. Ripenso a quelli che notano la lapide anonima all’ex carcere dei Domenicani che ricorda la reclusione a Livorno di Sandro Pertini e si stupiscono che non sia valorizzata, così come le scritte settecentesche ormai scolorite al Ponte di marmo. Ci ricordavano al tempo, persone morte in mare. Basterebbe restaurarle, e metterci lastre in plexiglass. Con una targa di spiegazione». l
 

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