Il Tirreno

Livorno

L’intervista

Da Livorno a Londra: Andrea Benedettini è l’archistar che progetta il lusso degli inglesi

di Francesca Suggi

	Andrea Benedettini architetto e interior designer delle star in Inghilterra
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Andrea Benedettini architetto e interior designer delle star in Inghilterra

Trentasette anni, cresciuto a San Jacopo fa l’interior design d’élite. «Mi occupo di case anche di oltre mille metri. Quanti sacrifici per arrivare qui»

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LIVORNO. «Livorno mi ha dato tanta grinta e voglia di sognare». E ne ha fatta di strada Andrea Benedettini. Un percorso di eccellenza che oggi vede il 37enne cresciuto in piazza San Jacopo e poi in Banditella, a Londra, come architetto specializzato in case di lusso, un giovane archistar, o meglio "interiorstar" perché specializzato in interior design d’élite. Quei lavori pregiatissimi di alto livello, con committenti vip di cui non può rivelare i nomi, privacy docet.

«Il nostro è un lavoro molto privato e non posso fare nomi di vip che mi hanno commissionato interventi, ma certo posso dire che ho progettato e arredato case di lusso anche da più di mille metri quadri qui in Inghilterra», racconta lui che da anni vive in Gran Bretagna, con una carriera fatta di gavetta tra grandi nomi del settore, la sfida di mettersi in proprio e i sacrifici che alla fine vengono premiati. Ma Livorno è nel cuore. Torna appena può a trovare la famiglia e a godersi il lungomare. Il liceo Cecioni indirizzo Artistico dove si è diplomato con 100 è sempre la "sua" scuola. Quei corridoi dove per cinque anni ha maturato le sue passioni e la scelta, appena diplomato, di trasferirsi in Inghilterra. Comunque appena può torna, lo ribadisce. E nella sua città c’era poche settimane fa a ritirare l’Oscar livornese come eccellenza cittadina, in questo caso, nel mondo. Come uno dei tanti livornesi all’estero che Il Tirreno da mesi ormai racconta, contribuendo a dar voce ai tanti talenti che la città sforna.

Il primo grande salto all’estero. Come è capitato? Cosa è andato a fare?

«Io ho iniziato a viaggiare all’estero da quando avevo 14 anni. Andavo almeno 2-3 settimane in Inghilterra con la scuola e ho sempre provato una particolare affinità con il Regno Unito. Il primo grande passo è stato vincere la borsa di studio per l’English National Ballet. E questa fu la ragione per cui mi trasferì a Londra appena finito il liceo. Avevo studiato danza da quando avevo 12 anni quindi è stata una grande soddisfazione essere accettato in un’accademia prestigiosa».

Dalla danza in accademie prestigiose all’architettura di lusso, sempre nel Regno Unito. Perché ha deciso ad un certo punto di cambiare settore.

«Dopo un paio di anni passati interamente a studiare danza, ho poi deciso che volevo intraprendere una carriera accademica. Sono sempre stato molto creativo quindi decisi di studiare architettura perché sapevo che mi avrebbe potuto aprire tante porte in ambito creativo. Così ho fatto ed oggi ho trovato la mia strada».

Oggi lei ha un suo studio: 4 anni fa ha deciso di mettersi in proprio e di specializzarsi in progetti di lusso e commissioni vip. Ne può raccontare qualcuna?

«Durante il mio corso di università mi hanno offerto una posizione da stagista nel prestigioso studio di Jed Johnson a New York. Uno studio specializzato nella progettazione e arredamento degli interni di lusso e fu lì, che scoprii la mia passione per l’Interior design. Appena finita l’università iniziai a lavorare per lo s tudio a Harrods e poi passai al prestigioso studio di Laura Hammett dove ho lavorato su progetti internazionali per ben quattro anni. Dopo 4 anni decisi di lasciare Laura Hammett e lavorare come freelancer per vari studi fino a che vinsi il mio primo progetto da solo, una casa a Belgravia, a Londra e così iniziai a mettere su il mio studio. È da quasi 4 anni che lavoro in proprio. Ho uno studio a Fulham e un piccolo team di designers. Di commissioni vip non possiamo discutere perché il nostro lavoro è molto personale e privato al tempo stesso, però posso dire che ho lavorato su dei bei progetti in Inghilterra e all’estero. Ho progettato e arredato delle case di lusso da più di 1000 metri quadri. Ultimamente abbiamo finito un bellissimo progetto a Hampstead (London) per una famiglia. È una casa storica che abbiamo ristrutturato e arredato. Per avere un’idea di questo lavoro di cui vado fiero, si può guardare il video - home tour sul nostro YouTube Channel».

Nel suo lavoro cosa porta con sè di Livorno? La sua livornesità la ha aiutata?

«La voglia di fare e migliorarmi. Livorno mi ha dato tanta grinta e voglia di sognare e quella me la porto sempre con me, in ogni progetto su cui lavoro».

Nel suo settore quali differenze in meglio o in peggio vede tra l’Inghilterra e l’Italia?

«L’Italia è un posto davvero speciale, il clima, il cibo, le persone. Non penso ci siano molti posti nel mondo che si possano comparare all’Italia in quel senso. La cosa che mi affascinò (e mi affascina) ancora di Londra è la sua multinazionalità. Il fatto che ci sono tante culture tutte mescolate insieme. È una caratteristica che trasmette molta inspirazione, specialmente nel mio campo lavorativo».

Come vede Livorno e i livornesi da lontano?

«I livornesi sono "ganzi", hanno una fantastica qualità di vita. Magari li invidio anche un pochino. Livorno la vedo rilassante e solare come il suo clima».

Che vita fa a Londra? Ha amici livornesi?

«Quando sono a Londra io lavoro praticamente tutto il tempo. Il poco tempo libero che ho è dedicato agli amici cari, al partner e la famiglia. Quando abbiamo l’occasione ci piace passare dei weekend in campagna. Lo trovo molto rilassante. La campagna inglese è davvero speciale e romantica. Andiamo spesso nelle colline del Wiltshire o dalle parti di Bath nel Somerset o nelle Cotwolds».

Cosa consiglierebbe ai ragazzi livornesi che hanno sogni da realizzare? Uscire dal guscio labronico aiuta a crescere come persone e professionalmente?

«Assolutamente sì. Uscire da Livorno ampia gli orizzonti culturali, professionali e ci fa crescere su un livello personale. Il mio consiglio è tenere la testa bassa e andare avanti un passo alla volta con umiltà e gentilezza e con un pochino di fede e di solito tutto è possibile».

All’estero cosa le manca della sua città? Torna spesso?

«La cosa che mi manca di più’è il sole e la mia famiglia. Cerco di tornare una volta ogni due, tre mesi anche se per un weekend veloce. Il lungomare di Livorno è sempre stato uno dei miei posti preferiti. Quando ero un ragazzino ho passato tanto tempo ai bagni Pancaldi, Antignano e Quercianella. E ancora tra i miei posti preferiti anche il Rogiolo, Calignaia e la Cala Del Leone. D’estate andavo spesso al cinema all’aperto a Villa Fabbricotti e all’Ardenza. Quando torno a Livorno ultimamente non posso farmi mancare una passeggiata sul mare. Spesso alla Rotonda o anche verso Castiglioncello».

Alcune settimane fa era qui a ritirare il suo Oscar livornese. Dove tiene la statuetta? Che effetto le ha fatto?

«Certo, è stata un esperienza molto emozionante ricevere L’Oscar. La cerimonia all’Accademia Navale è stata molto speciale, e poter condividere questo traguardo con la mia famiglia che è stata presente è un grande supporto sin dal inizio ed è molto bello poterlo condividere. La statuetta dell’Oscar vive con me, su una mensola nel mio studio a casa.

Pensa di tornare un giorno? Si vede pensionato a Livorno?

Questo non lo so: chissà se andrò mai in pensione». 

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