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Livorno, Villa Rodocanacchi e le nuove scoperte: dal pozzo del ’700 all’isola che c’è in mezzo la lago
Giuseppe Pera (Reset): «Torna alla luce la storia». Domenica 15 ottobre la camminata aperta a tutti
Livorno “L’isola che c’è” nel parco di Villa Rodocanacchi sta tornando alla luce. È nel mezzo al laghetto artificiale senza acqua da quasi 30 anni.
Una scala in pietra in fondo al bacino riemerge da strati di vegetazione in parte “domata”: conduce sulla romantica isoletta. Ieri portava i nobili della Belle Epoque, approdati con la barchetta, a salire e godersi l’ombra e i profumi seduti sulla panchina in pietra, sotto la vecchia palma, un raro esemplare delle Canarie. Oggi quell’affresco della vita che fu torna a raccontarsi.
Parafrasando la celebre canzone di Edoardo Bennato l’Isola a Monterotondo c’è. E non è la sola scoperta fatta in questi giorni in quella secolare oasi di 11 ettari da meno di un mese “nelle mani” dei volontari dell’associazione Reset. Persone di buona volontà che la città conosce per il lavoro di rinascita fatto alle terme del Corallo. Persone che puliscono, valorizzano e nello stesso tempo scoprono, guidati da libri di storia e pubblicazioni di esperti livornesi che nel tempo hanno parlato, in questo caso, della Villa che fu della ricca famiglia di mercanti Rodocanacchi provenienti dalla Grecia.
«Eravamo a pulire dentro al lago senz’acqua da 30 anni, eravamo ai piedi dell’isolotto in mezzo e abbiamo scoperto una scalinata in pietra, bellissima, che dal fondo del lago sale sull’isoletta e porta a una panchina», il racconto è quello del presidente di Reset, Giuseppe Pera. Grazie a questo nuovo patto di collaborazione triennale con la Usl Toscana Nord Ovest proprietaria del complesso, ogni giorno i volontari sono sul campo. A fare manutenzione. A scoprire. E la maxi pulizia di sabato scorso, con 113 livornesi che si sono resi disponibili ha permesso ai volontari di mettere in sicurezza i viali del percorso. «Sul fondo del lago si vede spuntare un piccolo bordo: siamo sicuri che sia l’approdo all’isoletta delle barche che c’erano nel laghetto. Il prossimo obiettivo sarà riportarlo alla luce». Anche perché i tesori da riscoprire sono tanti, guidati anche dal libro “Le ville di Montenero” dell’architetto Riccardo Ciorli. Grazie a sua figlia, Pera a colpi di forbici e pulizia è riuscito a ritrovare il vecchio pozzo settecentesco. Ai tempi aveva due eleganti colonne: di queste, oggi, ne è rimasta una.
«La figlia dell’architetto Ciorli si ricordava dove era il pozzo, era inghiottito dalla vegetazione: ci siamo addentrati e ci siamo trovati davanti una struttura di edera, è stato emozionante riscoprirlo e dentro c’è ancora l’acqua. C’è una grata in ferro bellissima a protezione, il basamento è in pietra serena e al centro il cotto».
Domenica 15 ottobre sarà l’occasione per vedere molti di questi vecchi e nuovi tesori. C’è un nuovo appuntamento con la storia cittadina. Perché in quel parco ci sono due imbarcaderi nel laghetto, statue, mulini, edicole votive, vasche in marmo. Dalle 9 alle 13 visite guidate e voglia di sgranare gli occhi.
Saranno tre chilometri in sicurezza. «La partenza dei gruppo accompagnati dai nostri volontari è prevista ogni 30 minuti: ogni visita durerà circa un’ora e l’ultimo ingresso previsto sarà alle 12», aggiunge Pera. «Una volta pulita la vegetazione davanti anche queste nuove scoperte saranno visibili: ci siamo resi conti che questo bosco ci riserverà tante sorprese, era un parco attrezzato e i Rodocanacchi se lo vivevano con tutte le comodità all’interno di una natura spettacolare. Siamo orgogliosi di restituire dei pezzi di vita alla città».
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