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L’analisi

Livorno, boom di alcolici tra gli studenti: i dati choc dello studio del Cnr

di Giulio Corsi
Livorno, boom di alcolici tra gli studenti: i dati choc dello studio del Cnr

Indagine tra i 15 e i 19 anni, allarme anche per l’uso di droghe. In città quasi il doppio di incidenti stradali sotto effetto di alcol o droga rispetto alla media italiana

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LIVORNO. Quasi un quinto degli studenti residenti a Livorno ha avuto un incidente alla guida del proprio scooter, il 6,6% ne ha avuti più di uno. Questi incidenti sono stati molto più frequenti nei ragazzi che dichiarano di aver bevuto prima di mettersi in strada o di essere saliti su un mezzo guidato da chi ha bevuto o ha assunto sostanze stupefacenti.

Il risultato è che gli incidenti stradali collegati all’uso di alcol o di droga che hanno coinvolto ragazzi livornesi tra i 15 a i 19 anni nel 2022 sono stati quasi il doppio rispetto alla media nazionale, seppur in calo rispetto al 2019.

È uno degli elementi che emerge dallo studio Espad (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs), una ricerca sui comportamenti degli studenti e delle studentesse frequentanti le scuole superiori italiane. Che conferma il quadro critico più volte rappresentato sul Tirreno, negli ultimi anni, dal primario del pronto soccorso e dal questore sulla sempre più diffusa abitudine allo sballo dei ragazzi livornesi.

Lo studio è stato commissionato dal Comune di Livorno nella cornice del progetto #saiassai, che ha ottenuto un importante finanziamento dal Dipartimento per le politiche antidroga ed è stato condotto dall’istituto di fisiologia clinica del Cnr. Si basa su comportamenti autodichiarati da parte dei giovani livornesi che hanno aderito in maniera quasi totalitaria fornendo dunque un campione molto significativo rispetto alla popolazione studentesca cittadina.

Altri dati preoccupanti emergono da questo lavoro che è stato consegnato due giorni fa dal Cnr al Comune e che sarà presentato ufficialmente nelle prossime settimane. Ne citiamo due in particolare: 1) si accorcia la distanza tra ragazze e ragazzi che tengono condotte a rischio, con un sorpasso del genere femminile nell’abuso di alcolici; 2) aumentano i comportamenti violenti tra coetanei collegati all’uso di sostanze psicoattive.

Abuso di alcol

Per quanto riguarda l’abuso di alcol il 46,5% delle studentesse livornesi (quasi una su due) ha dichiarato di essersi ubriacata almeno una volta nella vita, il 38,6% di essersi ubriacata nell’ultimo anno, il 19,3% nell’ultimo mese. Lo 0.7% delle ragazze ha dichiarato di ubriacarsi con frequenza (10 volte nell’ultimo mese).

Tra i maschi cambia la percentuale: il 38,8% si è ubriacato almeno una volta nella vita, il 28,4% nell’ultimo anno, il 14,7% nell’ultimo mese, il 2,4% lo fa con frequenza.

Sono dati inquietanti. Che probabilmente sorprenderanno molte famiglie, ignare dei comportamenti dei propri figli a cavallo tra la minore e maggiore età. Da questi emerge in maniera chiara come l’abuso di alcol non riguardi più una marginalità sociale, ma sia ormai trasversale e diffuso, magari limitato ad episodi, magari senza il rischio di trasformarsi in cronicità, ma comunque rischioso, considerando ad esempio la stretta correlazione alcol-incidenti.

Droga e violenze

Per quanto riguarda i comportamenti violenti tra coetanei spesso collegati a uso di sostanze stupefacenti, lo studio del Cnr evidenzia che Livorno ha una diffusione maggiore che nel resto della Toscana e anche dell’Italia. L’elaborazione dei dati registra il coinvolgimento in questi comportramenti di coloro che hanno fatto uso di sostanze psicoattive (cocaina, Mdma, Lsd, funghi, cannabis), le quali fanno da reinnesco a comportamenti violenti.

Problema sociale

Spiega l’assessore al sociale Andrea Raspanti: «Sono dati molto elaborati, che meritano di essere pensati e discussi, ma rappresentano una base di lavoro straordinaria per sviluppare una riflessione e poi azioni coinvolgendo tutte le istituzioni».

Il quadro è molto preoccupante. «Non si tratta di fare allarmismo, né di appiccicare etichette, ma di conoscere meglio un fenomeno e prenderne consapevolezza come comunità, dunque servizi sociali e sanitari, forze dell’ordine, mondo della scuola, famiglie e ragazzi, perché solo così si può cambiare – dice Raspanti –. Questo non è uno studio sui giovani ma vuole essere un percorso con i giovani: lo studio farà da base a una serie di incontri di approfondimento e riflessione».

Raspanti sottolinea che «definire questo quadro è stato una scelta politica: abbiamo lavorato molto in questi anni, in ambito socio-sanitario, per dare una solida base di dati alle attività di programmazione dei servizi e degli interventi. È quella che si chiama programmazione data-driven, cioè guidata dai dati e quindi misurabile negli esiti. L’attività di sensibilizzazione è già partita: il nostro obiettivo è utilizzare questi dati come base per impostare le politiche per promozione di corretti stili vita e allo stesso tempo per la prevenzione dell’incidentalità stradale legato all’uso di sostanze psicoattive o di alcol».
 

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