Il Tirreno

Livorno

Livorno, in giro a controllare sacchi di spazzatura: «Così scopriamo chi smaltisce male»

di Franco Marianelli
Livorno, in giro a controllare sacchi di spazzatura: «Così scopriamo chi smaltisce male»

Una mattina con gli “ispettori” di Aamps

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LIVORNO. Mattina di servizio: nell’esercizio delle loro funzioni (più “educative” che sanzionatorie) i due operatori ambientali Aamps Marina Casarosa e Massimo Cantini chiedono cortesemente a una signora, in piazza Giacomo Matteotti (per tutti Piazza Roma), di mostrar loro il contenuto del sacchetto che stava per depositare in un cassonetto. Ovviamente la richiesta era finalizzata alla verifica di un corretto conferimento della tipologia di rifiuti. «Ma guardi io sono di Milano e a Milano noi siamo persone civili – risponde la signora all’invito degli ispettori, quasi a sottolineare come a Livorno non lo fossimo -e non capisco cosa abbiate da controllare... perché noi a Milano…». Dopo il quindicesimo richiamo alla città natale i due operatori Aamps ribadiscono comunque l’invito a mostrare il contenuto ed è a quel punto che arriva il marito, lui livornesissimo, accompagnato dalla figlioletta. Il marito assicura anch’egli, pur da livornese, il rispetto delle nome in tema di rifiuti: «De’ cosa credete? Che “un si sia” persone civili La “spazzatura” si sistema sempre “ammodino”…» Gli operatori però non demordono e invitano ancora la coppia ad aprire il sacchetto ottenendo finalmente di verificarne il contenuto, con esiti prevedibilmente disastrosi. Palese l’imbarazzo della coppia che se esce con un classico: «Guardi sarà stato un caso perché noi siamo civili e tutti i giorni vi assicuro che…» E a quel punto che interviene la bimba, voce della verità: «Babbo, ma cosa dici eh? Noi si fa sempre così».Gli ispettori raccontano come la piccola folla che intanto si era raccolta intorno al cassonetto sia esplosa in una standing ovation a favore della piccola. Il gustoso episodio serve a introdurre il prezioso lavoro dei due “controllori” Aamps che, assieme al loro coordinatore Andrea Valenti e al quarto ispettore Massimiliano Baroncini, spendono la loro giornata lavorativa spesa nel cercar di convincere i livornesi dell’importanza del “differenziare”. «Noi non abbiamo l’autorità per chiedere l’apertura di un sacchetto – raccontano - e quindi la persona potrebbe declinare il nostro invito. D’altra parte, come nel caso di Piazza Roma, un volta verificato il cattivo conferimento noi non sanzioniamo ma invitiamo gli interessati a rispettare, nel futuro, il regolamento. Quando però il sacchetto è depositato all’interno del cassonetto noi possiamo aprirlo e, se mal confezionato e se trovati elementi che possano consentire di individuare l’identità del cittadino o dell’esercizio commerciale (ad esempio uno scontrino fiscale) allora possiamo intervenire. Se trattasi di una “prima volta” sempre con l’invito ad ottemperare, in caso di ripetuta violazione si sanziona”.

L’importo della “multa ? «In genere 50 euro ma poi interviene la Polizia Municipale che può “caricare” in misura maggiore la sanzione». Esistono zone più virtuose e altre meno in città ? «Più che altro esistono zone dove è difficile far rispettare le norme relative alla esposizione dei cassonetti all’esterno degli edifici consentita solo nelle ore di passaggio dei mezzi Aamps, anche per l’oggettiva struttura degli edifici stessi. Parliamo ad esempio della “vecchia Livorno” del centro”.E a proposito di queste zone, c’è una novità e ce la illustra Andrea Valenti: «Grazie ad alcuni facilitatori culturali e agli assessorati all’Ambiente e al Sociale tra poco vi saranno incontri con gli esponenti delle comunità straniere su questo argomento; siamo fiduciosi dell’acquisizione di risultati. Aggiungo poi che tra poco tempo nei quartieri di Ardenza e La Rosa arriverà la già annunciata “tariffazione puntuale” che farà sì che i cittadini virtuosi ricevano in bolletta i meritati sconti sulla tariffa. Un ringraziamento poi alla Polizia Municipale con la quale l’intesa è al cento per cento”.

Gli ispettori - educatori Casarosa e Cantini conferiscono pure un simpatico riconoscimento ai condomini virtuosi: appongono un adesivo con faccina verde sorridente sui cassonetti di questi ultimi, uno giallo con espressione perplessa su quelli “così così” e uno rosso con espressione indispettita per chi sbaglia tutto. Gli aneddoti e le storie curiose nel loro lavoro poi non mancano: «Come il giorno -ricorda Cantini – trovammo sotto un ponte, dietro il negozio Obi a Levante, quello che a prima vista sembrava fosse il cadavere di una donna ma che fortunatamente si rivelò essere solo una bambola gonfiabile. Probabilmente le aspettative del proprietario erano altre...comunque risultava asportata dal “corpo” la parte anatomica... diciamo più significativa». «Esilarante poi la volta che ci rendemmo conto di come un commerciante cinese – racconta Casarosa -non rispettasse le nome in materia di rifiuti. Aspettammo che finisse di parlare, in perfetto italiano, con alcuni clienti e quando poi gli dicemmo chi fossimo e il motivo della visita se ne uscì con un “Mi dispiace...”pallo” solo cinese”».
 

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