Gioco
«Sostanza tossica spruzzata in aula», aria irrespirabile: stop alle udienze a Livorno
È successo in tribunale, dove all’improvviso tutti si sono messi a tossire. La giudice ha dovuto cambiare aula per proseguire i lavori
LIVORNO. Un odore fortissimo e nauseante. Con l’aria ben presto diventata irrespirabile. Al punto che la giudice Tiziana Pasquali ha dovuto sospendere le udienze e cambiare aula. «Ci vogliono avvelenare», la reazione spaventata di un avvocato. Potrebbe essere stata spruzzata una sostanza tossica, nel tardo pomeriggio di venerdì scorso, nell’aula Bassano del tribunale penale di via Falcone e Borsellino. Perché le otto persone presenti nella piccola stanza – la giudice, il cancelliere, la stenotipista, tre avvocati, un imputato e un investigatore della polizia giudiziaria che era stato chiamato a testimoniare nell’ambito di un processo – hanno iniziato tutte e contemporaneamente a tossire e a respirare male.
La sospensione
Una situazione molto preoccupante, tanto che la giudice ha deciso di sospendere i lavori di palazzo di giustizia. Nell’aula Bassano – che si trova al primo piano ed è la più piccola fra quelle utilizzate per i dibattimenti – alcune finestre erano già state aperte per far circolare l’aria e dopo, per cercare di far defluire la presunta sostanza tossica, sono state tutte spalancate. Un avvocato, nel frattempo, ha chiesto il rinvio della sua udienza perché si era sentito male ed è corso al piano terra ad avvisare il carabiniere in servizio in tribunale e le guardie giurate dei Rangers.
Le ipotesi
Nessuno, per fortuna, ha avuto bisogno di ricorrere alle cure mediche. Ma che i malesseri siano stati provocati da una sostanza tossica forse spruzzata all’interno è più che probabile. Difficile, infatti, che possa essere entrata da fuori con le correnti d’aria. «Era un odore acre – spiega uno dei presenti – tipo un insetticida scaduto o qualcosa del genere». «C’era un’aria diversa dentro l’aula rispetto a fuori – racconta un avvocato – e dava molta noia. Mi ha fatto tossire, irritandomi la gola». Le guardie giurate, insieme al militare dell’Arma di turno in via Falcone e Borsellino, si sono messi alla ricerca dello spray o del possibile flacone con la sostanza tossica, ma non l’hanno trovata. Probabilmente, ammesso che qualcosa l’abbia spruzzata poco prima, se ne era già sbarazzato proprio per evitare di essere controllato. È possibile, fra l’altro, che per accedere al tribunale la sostanza possa essere stata contenuta in una semplice bottiglietta d’acqua, di certo non rilevabile dai controlli con il metal detector che vengono puntualmente effettuate a tutte le persone che entrano a palazzo di giustizia.
Cambio d’aula
La giudice Tiziana Pasquali, dopo aver interrotto le udienze, ha deciso di cambiare aula, trasferendosi dalla Bassano alla A, sempre sullo stesso piano, molto più grande e dove fra l’altro non c’era traccia della presunta sostanza nociva. Il magistrato ha quindi avvertito gli avvocati, che nel frattempo si erano allontanati, riprendendo lì le udienze. Il processo che era stato fermato, complice anche l’ora tarda, è stato rinviato fra qualche settimana. l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
