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Livorno, rifiuti e liquami abbandonati in strada: «Il centro è una discarica»

di Flavio Lombardi
Livorno, rifiuti e liquami abbandonati in strada: «Il centro è una discarica»<br>

Viaggio in via dei Cavalieri tra la spazzatura abbandonata. La rabbia di residenti e commercianti: «Non viviamo più»

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Livorno Una discarica abusiva a pochi passi dal salotto buono della città. Siamo in via dei Cavalieri, parallela della centralissima via Grande. A cento metri da piazza Grande e ancor più vicino alle bancarelle di via Buontalenti e del mercato Centrale. Basta svoltare l’angolo per essere proiettati nella sporcizia. Quella stessa sporcizia che accoglie i tanti turisti che, crociere o non crociere, si trovano a fare due passi in centro.

Cassonetti e rifiuti

Eccoli, i sacchetti della spazzatura lasciati per strada. Abbandonati all’esterno di contenitori che si possono aprire con una scheda in dotazione ai residenti. Solo che in tanti, o per fatica o perché la scheda non ce l’hanno, arrivano e buttano tutto per terra. Al resto ci pensano topi e gabbiani, che rompono le buste sparpagliando tutto sulla strada. «Io lascio le porte del bar chiuse perché se i topi entrano nel locale, è finita», dice Roberto Ghidoni del bar Livorno. Poi ci sono quelli che lasciano gli sportelli dei contenitori aperti. «Da diversi mesi va avanti questa storia – dice Shaha Polas, da 18 anni in città, residente in via Grande e consigliere aggiunto in consiglio comunale –. Ci sono troppi utenti e dovrebbero essere messi più raccoglitori. Oltre a questo c’è da dire che spesso è la singola condotta che non va bene. C’è magari il proprietario di una attività che ha la tessera, ma il dipendente deputato a conferire il rifiuto, per fare prima, butta per terra. Lo stesso vale per alcune persone che abitano nella zona». E questo avviene in via dei Cavalieri, ma non solo. «Siamo contrariati – aggiunge Polas – per questa situazione. Perché la maggioranza delle persone si comporta bene ma il risultato non è quello auspicato. Rifiuti per strada, ma anche macchine piene di escrementi di gabbiano e grossi topi che girano. Il centro della città dovrebbe essere diverso».

«Servono te telecamere»

E Polas non è il solo a pensarla così. Enzo Filippini, residente della zona, è uno dei più arrabbiati. «Qui – sottolinea – fino a che non mettono le telecamere la storia non cambia. Devono individuare i responsabili e fare le multe. I cassonetti, d’altra parte, non svolgono bene il loro compito. E so di qualcuno che, pur avendo la tessera, lascia i sacchi fuori perché troppo spesso prima che lo sportello si apra c’è da ammattire. Sarebbe da verificare il funzionamento del sistema informatico perché spesso bisogna ripetere l’operazione diverse volte. Il lettore abilita l’apertura, ma il cassonetto resta chiuso. Gli sportellini sono aperti ora. Li ho lasciati aperti io, perché così chi arriva non ha la scusa di abbandonare i rifiuti per strada. Siamo stremati, in estate abbiamo dovuto sopportare maleodoranze incredibili. Il pomeriggio è il momento peggiore. Passano meno auto, meno pedoni e i gabbiani banchettano indisturbati. Il sistema andrebbe migliorato perché, nonostante il lavoro di Aamps, siamo sempre in mezzo alla sporcizia». Anche Giuliana Pineschi Berra risiede in zona da anni. «È un punto della città pieno di rifiuti abbandonati – dice – forse i cassonetti starebbero meglio verso piazza Guerrazzi. Comunque di una cosa sono sicura. Molti hanno paura di sporcarsi le manine per aprire gli sportelli dei cassonetti». Ma il malcontento non è solo dei residenti. Cesare Pellini, titolare della farmacia, è esasperato.

«Centro penalizzato»

«Inutile fare discorsi sulla rivalutazione del centro – commenta – questo è un esempio che lascia capire come mai, a differenza di altre città, comprare casa da queste parti costa meno rispetto a zone più periferiche. Il degrado non aiuta di certo. Qui manca il decoro, basta guardare certi avanzi di animali per capire che se ci portano degli studenti di veterinaria potrebbero fare una lezione di anatomia comparata. Gabbiani che cacciano topi e piccioni, lasciando i resti in giro. Per non parlare dei sacchetti che rompono. Alla farmacia vengono richiesti requisiti di igiene molto alti. Quando apro, vedo queste scene e mi faccio delle domande. Per fare la differenziata, serve il doppio dei contenitori e che funzionino. Così, sembra il terzo mondo».

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