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Lutto

Livorno, addio alla signora della ferramenta: la Rosa piange la sua imprenditrice

di Stefano Taglione
Livorno, addio alla signora della ferramenta: la Rosa piange la sua imprenditrice

Il ricordo: «Il negozio di via dell’Ardenza come un figlio, lei si era realizzata». Il funerale alle 16 dell’8 ottobre alla chiesa della Rosa

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LIVORNO. Ha fondato e traghettato alle future generazioni il negozio di famiglia di via dell’Ardenza. Una storia imprenditoriale che nasce 42 anni fa, il primo settembre del 1981. Con lei, tenace commerciante, rimasta dietro al bancone fino al 16 maggio scorso, prima di essere vittima di un brutto incidente domestico. E andando a lavorare anche dopo aver scoperto il tumore, perfino nei pomeriggi dopo che la mattina, in ospedale, si sottoponeva alla chemioterapia. «Perché il cancro, per ben sei anni, non le ha provocato dolore. Aveva una grande tempra».

È lutto in tutta la città per la scomparsa di Renata Losso, l’imprenditrice di 78 anni che insieme al marito Roberto Papiri ha creato dal niente la Ferramenta La Rosa, un punto di riferimento dell’omonimo quartiere, dove la donna per altro abitava. Il negozio, da un anno, è passato sotto il controllo dei figli Silvia e Valerio e del nipote Matteo, 21 anni, terzo esponente della generazione dei commercianti livornesi. «Mia madre – racconta Silvia – ci racconta sempre che da piccola le avevamo regalato un biglietto con su scritto “Se nasci l’uno, diventerai qualcuno”. Lei diceva che nel suo piccolo era diventata qualcuno, si era realizzata, perché la ferramenta per lei era come un figlio. È stata bravissima, perché avendo studiato fino alla terza lei e mio padre hanno avviato un’attività da zero».

Un negozio che grazie all’esperienza dei genitori e all’entusiasmo introdotto dai figli e dal nipote ha saputo mantenere inalterate le tradizioni e innovarsi ad esempio con l’iscrizione al portale Mepa, il mercato elettronico della pubblica amministrazione, grazie al quale può rifornire gli enti pubblici. È ad esempio fra i fornitori del ministero della Difesa e lavora, grazie anche alla vicinanza con la caserma Vannucci, con il nono reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, il 187° reggimento paracadutisti Folgore e la seconda Brigata mobile dei carabinieri di viale Fabbricotti. Tutto senza dimenticare la collaborazione con il marchio tedesco Lowa, produttore di calzature robuste e particolari che «abbiamo venduto anche al reparto speciale che fa da scorta al Presidente della Repubblica», avevano raccontato i figli al Tirreno negli anni scorsi, quando festeggiarono i primi 40 anni di attività.

Renata, il 16 maggio scorso, è scivolata sul pavimento e si è fratturata un braccio. È da allora che in negozio non si è più vista. Ieri pomeriggio la tragedia. «La malattia, complice forse la sua debolezza – prosegue la figlia – ha accelerato il suo corso e da settembre è stata ricoverata alle cure palliative». La camera ardente è stata allestita al cimitero della Misericordia, in via dell’Ardenza, mentre il funerale è fissato per le 16 di domenica 8 ottobre alla chiesa della Rosa.
 

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