Gioco
Livorno, da ingegnere del Comune a burattinaio: «Creo i personaggi con materiale di scarto»
La seconda vita di Claudio Fantozzi: «È stata mia figlia a farmi cominciare. Il mio capolavoro è Pinocchio che dialoga con Leopardi»
Livorno «Se nella propria esistenza si ha la fortuna di vivere un seconda vita, ad esempio quella da pensionato, che sia almeno diversa dalla prima». È quello che deve aver pensato Claudio Fantozzi, apprezzato ingegnere del Comune di Livorno che, dopo aver attaccato con la meritata pensione al chiodo goniometri e compassi, si è dedicato, anima, corpo e molto ingegno, alla creazione e alla messa in scena di burattini.
«Attenzione – ti esamina l’artista – ma lei è a conoscenza della differenza che passa tra burattini e marionette ?». Me la dica lei (per evitare figuracce): « I burattini compaiono sul sipario a mezzo busto e sono manovrati dal basso dal burattinaio che li infila come un guanto. Le marionette, all’opposto, sono manovrate dall’alto con fili».
Chiarito tutto ciò, quando le venne in mente di dedicarsi all’arte del burattinaio ? «Tutto cominciò da una richiesta di mia figlia (ora ha 35 anni) che da bambina si innamorò di quei burattini cinesi che facevano vedere in Tv e la cosa mi invogliò ad approfondire».
E così nacque burattinaio ma non un burattinaio qualsiasi ma un artista ecologista e pro riciclo: «Creo i miei burattini con il materiale di scarto che mi procuro o che mi portano i miei amici (mentre parliamo entra una signora con un tronco di legno rinvenuto su qualche battigia ndr). Uso molto le bottiglie di plastica, poi con nastro adesivo, pezzi di stoffa di vestiti ed altro mi ingegno per quanto riguarda il resto».
L’ingegno dell’ingegnere ha come teatro un laboratorio nella piazza di san Giuliano Terme proprio di fronte allo stabilimento delle acque curative. Con orgoglio ci mostra il Pinocchio che porta in scena, data di nascita 1990, fatto con legno di eucalipto rinvenuto sulla spiaggia di Baratti e lavorato con un coltellino multiuso da boy scout. E poi, visto che parlavamo di seconde vite, il ciuchino alias il Pinocchio divenuto equino come punizione impartitagli dalla fatina, costruito con legno di erica.
Ma se pensate che l’estro di Fantozzi si limiti a semplici rappresentazioni per bambini (comunque apprezzabili anche semplicemente così) vi sbagliate di grosso: lui coniuga pure burattini alla grande musica facendo muovere le sue creature sulle arie di Dmitrij Sostakovic, il sovietico ( 1906-1975) ritenuto uno dei più grandi musicisti del novecento. Ma c’è ancora di più: «Ho realizzato un burattino con il profilo di Giacomo Leopardi e lo faccio dialogare con Pinocchio».
Ci spieghi meglio.«Ha presente le opere di Leopardi tipo “Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere” ? Oppure il “Dialogo di un pastore errante” ? Ebbene l’interlocutore di questi dialoghi è il mio Pinocchio. Lo faccio interloquire con Leopardi». Quindi del suo Pinocchio lei è autore e ventriloquo ?.«Diciamo di sì».
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