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Livorno, il post sui social costa diecimila euro all’ex assessora M5s: «Era una diffamazione»
Martini condannata a risarcire Simone Lenzi: i due sono finiti in tribunale dopo un post pubblicato su Facebook nell’aprile del 2020
LIVORNO. La notizia non potrà che rimbalzare nel mondo della politica. Quello reale e quello virtuale. Perché proprio mentre in città, guardando alle comunali della prossima primavera, si apre una campagna elettorale che anche nei toni si annuncia accesa, un assessore in carica vince la causa contro un’ex assessora accusata di averlo diffamato via social, su Facebook. Con il giudice che dispone anche il risarcimento: 10mila euro.
Francesca Martini, avvocata, ex assessora al lavoro della giunta a 5 Stelle, dovrà versarli – fatto salvo l’eventuale appello – a Simone Lenzi, scrittore e cantautore, dal 2019 assessore alla cultura del governo cittadino di centrosinistra.
I due sono finiti in tribunale dopo un post che Martini aveva pubblicato su Facebook nell’aprile del 2020. C’era scritto: “La tenuta del bilancio comunale sarebbe già stata critica senza emergenze, ora la situazione è davvero preoccupante, quindi vale la prassi del settantennio d’oro del pci/da/pd livornese (e dei regimi totalitari), le risorse si gestiscono lontano da occhi indiscreti e senza vincolarle alle buone proposte (di chiunque siano)». E ancora: «40mila euro per i lavoratori dello spettacolo potrebbero essere un buon inizio magari per fare cultura attraverso i social e pagare qualche artista, ma meglio non adombrare la lettura in esclusiva degli scritti dell’ass Lenzi (fatta sempre con l’impiego di risorse pubbliche)».
Ecco, questa parte letta come possibilità che l’assessore potesse approfittare del suo ruolo per pubblicizzare i suoi scritti, con utilizzo di soldi pubblici, è finita al centro della querela di Lenzi contro Martini.
L’ex assessora ha poi a sua volta presentato una controquerela per il contenuto di un’intervista di Lenzi. «Ma quella – ricostruisce l’avvocato Daniele Romeo, del foro di Roma, che difende l’assessore alla cultura – è stata archiviata perché il fatto non sussiste. Mentre il procedimento contro Martini è andato avanti e oggi (ieri, ndr) si è concluso il primo grado».
«Il giudice – conferma quindi il legale – ha condannato Martini per diffamazione. L’ha condannata anche al pagamento delle spese legali e a risarcire il danno, 10mila euro in via equitativa». Una cifra, quella quantificata dal giudice, «secondo noi corretta, perché tiene in considerazione la platea di quel post, una platea di addetti ai lavori, non un pubblico casuale». «Non si commentano mai le decisioni di un giudice, si accettano e basta. Ma siamo soddisfatti perché questo pronunciamento sancisce il principio che non si può fare politica attraverso accuse false all’avversario. Una cosa è la critica politica, un’altra è la diffamazione».
«Non faccio dichiarazioni – taglia corto Lenzi – spero solo serva per una campagna elettorale nei limiti della decenza». Resta salva la possibilità per l’ex assessora di fare appello: contattata ieri non ha voluto parlare.
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