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Livorno, il patron di Sistema Cavallo: «Ristorante, concerti e sorprese. Vi porto nel Caprilli del futuro»

di Flavio Lombardi
Livorno, il patron di Sistema Cavallo: «Ristorante, concerti e sorprese. Vi porto nel Caprilli del futuro»

S. T. ha presentato l’offerta di partenariato pubblico-privato al Comune. «Investimento da sette milioni di euro e concessione dell’area per vent’anni»

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LIVORNO. Non serve prendere la DeLorean per capire come sarà il Caprilli del futuro. Per questo, basta una conversazione con S.T., patron della società che per tre stagioni ha gestito il vecchio ippodromo livornese e che ha presentato sabato scorso il piano per un partenariato pubblico-privato che vedrebbe Sistema Cavallo in sella per 20 anni: investimento da 7 milioni di cui 2, 5 da impiegare subito per fare un primo necessario salto di qualità. Nella prima lista della spesa ci vanno infatti l’illuminazione nuova e funzionale, ma anche una capienza triplicata e portata a 15 mila persone con agibilità resa possibile anche grazie a un potenziamento e rinnovamento dei bagni «le persone devono poter andare alla toilette come se si entrasse in una gioielleria», ripristino e modernizzazione dei punti di ristoro, dare il via ai lavori di manutenzione del tunnel eliminando infiltrazioni, realizzare il ristorante al centro della pista, portare a nuovo i box per gli animali da corsa e non. Perché i piani prevedono un utilizzo dell’impianto non esclusivamente ippico inteso come corse al galoppo, ma anche altro per il mondo dei cavalli. Non solo. Per un’area della Ceschina per la quale si contempla la restituzione alla cittadinanza, l’idea è quella di non snaturarla. Il sindaco, interpellato, non può che dirsi soddisfatto di questa prima mossa, che è bene ricordarlo, non significa che Sistema Cavallo abbia già in tasca la gestione del Caprilli che verrà. Adesso si apre la fase in cui il progetto sarà discusso in giunta e che poi dovrà passare in consiglio comunale. Il tutto, si dovrà espletare in massimo 90 giorni a partire dal primo ottobre, per arrivare infine alla pubblicazione. Entro 30 giorni da essa, sarà facoltà di altri soggetti presentarsi e fare eventuali controproposte “a migliorare”. Sistema Cavallo, che ha elaborato il progetto di partenza, avrà per legge, possibilità di pareggiare l’offerta. In tal caso, aggiudicarsi infine la gara, vantando un diritto di privilegio essendo già da tre anni la società di gestione dell’ippodromo.

T., siete arrivati al termine del percorso?

«Si, ora sarà cura degli uffici verificare se tutto è a posto. Poi, ci sarà la fase in cui tutto verrà portato in giunta e, dopo, in consiglio. Un iter che dovrà portare alla approvazione del progetto che costituirà esso stesso la base per indire la gara sulla quale potranno candidarsi anche altri soggetti. Diciamo che siamo sicuri di aver fatto le cose giuste e ora siamo in attesa degli sviluppi che sono previsti per arrivare all’esito conclusivo».

Un progetto di valorizzazione importante…

«Attraverso un periodo di 20 anni, arrivando a realizzare tutto quello che c’è da fare, partendo dagli step che sono necessari per migliorare sensibilmente da subito il Caprilli, facendone uno degli ippodromi più belli d’Italia. O meglio, farlo tornare agli antichi fasti, stando attenti a non fare opere invasive. Qui si tratta di ridare un gioiello a Livorno, a prescindere dall’ippica».

Ci spieghi meglio

«Per tutto quello che abbiamo in mente o che decideremo di fare nel futuro, l’impegno economico è spalmato nel lungo periodo, con il pagamento comunque riconosciuto al Comune degli oneri concessori. Cioè, l’amministrazione sarà partecipe degli introiti, a prescindere dal nostro investimento. Tutto sarà calcolato in base al valore progressivo di questa proprietà pubblica. Noi in tre anni, abbiamo fatto dei lavori per ripartire. Ora, dobbiamo pensare alla valorizzazione dopo aver capito cosa funziona e cosa no. Andremo a crescere gradatamente, pensando da prima a tutto ciò che fa utile. Per entrare poi nella parte gestionale che utile non fa».

Partiamo da tutto ciò che fa cassa.

«Riaprire tutti i ristori, che non vuol dire aprire le serrande. Significa rifare. Poi, ristorante al centro pista e l’illuminazione. Inoltre, trasformare l’agenzia interna. Dove resterà Snai per raccogliere le scommesse per tutti gli sport, a eccezione di quelle dei cavalli di cui siamo concessionari. Sia per il Caprilli, sia per gli altri impianti. Ci saranno insomma, sportelli differenziati che coesisteranno alla perfezione grazie a una sinergia già studiata per non creare difficoltà. Son tutte cose che faremo subito».

Ci dica di più sull’illuminazione. Fissa o mobile?

«Torri mobili, molto alte, come quelle di uno stadio per non dare fastidio, modernissime e alimentate a energia elettrica. Costo, un milione. Quindi, niente rumore causato da generatori a gasolio, ma silenziose. Basta premere un pulsante, e una potente luce led irradierà la pista. Più o meno, come quando si entra in una stanza di casa: basta accendere dall’interruttore e cominciare con le notturne a inizio giugno. Potranno in questo modo essere spostate, perché l’ippodromo non deve vivere solo di corse. Ma facendo pure eventi diversi, anche in altri periodi dell’anno, come ad esempio concerti. Potremo facilmente concentrare l’impianto dove è più necessario, ottimizzando la spesa iniziale. Dovremo perciò rifare tutto l’impianto elettrico all’interno della struttura e dotarlo di più punti di attacco per collegarlo facilmente alle torri quando queste saranno spostate da un punto all’altro».

E per box e scuderie?

«Lavori più semplici, di ristrutturazione per 284 posti, che daranno modo di tornare a fruire anche della palazzina degli uffici, già recuperata dal Comune nel recente passato».

Ci parli di altri progetti.

«Voglio portare il salto a ostacoli, portare un pubblico anche di elite, come accade a Roma per Piazza di Siena. Far venire a Livorno gente per favorire anche l’indotto. Ho già contatti con la federazione sport equestri per una scuola di equitazione, dedicata a bambini che vogliano sia imparare l’arte del galoppo che quella dei concorsi, ma anche portare competizioni prestigiose al Caprilli. Un costo ulteriore da prevedere per fare campi di sabbia in silicio, allestire box più alti per cavalli che sono più alti di quelli che corrono. Siamo geograficamente vicini sia alla Francia che alla Svizzera, paesi dove si pratica molto questa disciplina. Un modo per darci un tocco anche internazionale. Da qui a tre o quattro anni, lo faremo».

Lei nel recente passato ha parlato di scuola pony e di equitazione dedicata a tutti.

«Un modo di approcciare all’ippodromo e vederlo come rapporto sano con un animale intelligente col quale l’uomo interagisce da sempre. Una cosa educativa per i più piccoli, ma anche per gli adolescenti. Una pratica come tutte le altre, a costi popolari. Voglio dire, non certo superiori a quanto una famiglia possa spendere normalmente per mandare il proprio figlio a fare calcio, basket o un altro sport».

Per il parco cos’ha in mene?e

«Intanto, la Ceschina che è una gemma, dovrà restare com’è: senza creare strutture. La immaginiamo con dei percorsi di salute mentale e fisica, dove le persone accedono sentendosi in simbiosi con la natura. Da valorizzare, esaltando la vegetazione che già insiste. Il parere della Soprintendenza e degli agronomi sarà prezioso per fare qualcosa di veramente bello. Per altre zone, sempre il concetto di parco fruibile da tutti ogni giorno dell’anno. Dove le mamme possano portare i bimbi e stare serene vedendoli giocare in aree attrezzate. Ma dove sarà sempre possibile vedere guardando più la, i cavalli. Poterli avvicinare e farsi conquistare da questi esemplari affascinanti».

Ma il ristorante sarà aperto solo nel periodo delle corse?

«Un locale aperto anche quando non si corre, non sarebbe male. Penso ad esempio allo stadio che è lì vicino. Potrebbe essere un posto dove mangiare prima di andare alla partita: un accordo col Livorno dedicato agli abbonati».

Insomma, ha le idee chiare…

«Sono carico, di questa città mi sono innamorato. E si può fare impresa facendo anche cose belle per tutti».

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