Gioco
Livorno e la sfida delle “Bimbe in rosa”: «Così sconfiggiamo il tumore a colpi di remi»
La super avventura di questo equipaggio speciale: il canottaggio come terapia post operazione. «C’è vergogna a parlarne: all’inizio eravamo quattro, ma ora siamo un gruppo fantastico di trenta»
LIVORNO. Il drago è l’animale leggendario più venerato in Cina. Simboleggia forza, prosperità, protezione e buona salute. Un animale che da sempre evoca una forza non comune, quella che è indispensabile avere per combattere tutte le battaglie. Lo sanno bene le “Bimbe in Rosa”, equipaggio tutto femminile nato nel 2019 al Canoa Club Livorno di Stagno, composto da vogatrici che hanno affrontato o stanno affrontando la battaglia più dura, quella del tumore al seno.
La nascita di questa iniziativa ha in realtà radici più lontane, nel tempo e nello spazio: era il 1996 quando in Canada nacque il progetto “Abreast in a Boat” che prevedeva l’utilizzo del dragon boat, l’imbarcazione con testa e coda di drago, come strumento di riabilitazione per le donne operate al seno. Una terapia sportiva particolarmente indicata, non solo per prevenire le patologie cardiovascolari, ma anche per contrastare l’insorgenza del linfedema, un modo efficace per il recupero psicofisico delle pazienti oncologiche. In Italia l’associazione di questo genere più radicata è quella delle Pink Butterfly di Roma, attive dal 2003. Negli anni successivi sono nate associazioni un po’ovunque e non poteva mancare nella nostra sportivissima Livorno la nascita delle “Bimbe”, grazie all’idea dell’istruttrice del Canoa Club di Stagno Ilenia Pellegrini e del presidente Alessandro Pagni.
«A Livorno siamo bimbe fino a cent’anni – esordisce la vulcanica Pellegrini – non potevamo non chiamarci così. L’idea è nata per dare maggiore ampiezza alla nostra società oltre alla canoa. Partire è stata dura, la nostra prima imbarcazione è stata una polinesiana a quattro posti. Da quattro persone ora siamo in trenta, ci sono sia donne operate che non operate, si va dai quaranta ai settant’anni. È richiesto per allenarsi e gareggiare il certificato medico sportivo per attività agonistica. Abbiamo tre imbarcazioni ora, un dragone a venti posti più il tamburino e il timoniere e due imbarcazioni da dieci, più tamburo e timoniere. All’inizio non è stato facile convincere le donne operate che questa terapia potesse funzionare, spesso ci si vergogna della propria malattia e non è facile parlarne. Ma il gruppo che si è creato è di totale condivisione e va al di là del semplice aspetto sportivo che è, naturalmente, importantissimo. Ci alleniamo due volte alla settimana, il martedì e il venerdì alle 18, sia d’estate che d’inverno. Se proprio il tempo non ce lo consente facciamo comunque attività in palestra».
Combattere il tumore al seno a colpi di pagaia insomma non è solo possibile, ma indispensabile, per affrontare la malattia e il suo decorso. Anche Ilenia, istruttrice di canoa e kayak e timoniere delle Bimbe, porta in questa esperienza il suo vissuto personale: «Dopo l’operazione la vita naturalmente cambia, devi convivere con le protesi, ma io lo faccio col sorriso e la forza. È come se le protesi al seno non le avessi, vivo di sport come allenatrice, sistemo personalmente il dragone che arriva a pesare duecentocinquanta chili. Si è creato un gruppo di bimbe pazzesco, ci divertiamo come non mai agli allenamenti, anche se io naturalmente torno sempre a casa senza voce. .. A volte stappiamo anche il prosecco in barca, insomma, c’è estrema convivialità e voglia di divertirsi stando insieme».
Basilare la sua presenza sul dragone, come anche quella del tamburino che scandisce il tempo delle pagaiate in acqua. «Ci sono naturalmente competizioni a livello nazionale e internazionale. L’anno scorso due nostre atlete hanno partecipato agli Europei, l’anno scorso ai campionati nazionali il nostro equipaggio è arrivato quarto. L’anno prossimo ci saranno i Mondiali, mi piacerebbe partecipare con un’imbarcazione tutta nostra».
Domenica intanto ci sarà a Stagno dalle 10 alle 14 il “CardioBreast – Dragon Boat Festival” promosso dall’Istituto Nazionale Ricerche Cardiovascolari in collaborazione con la Federazione Italiana Dragon Boat. Livorno è la terza tappa del Tour (la prime due si sono tenute a settembre a Bracciano e a Peschiera del Garda, la quarta ci sarà il 14 ottobre a Bari) , lungo lo Scolmatore si sfideranno due equipaggi delle “Bimbe in Rosa”, mentre nel piazzale della chiesa di Stagno stazionerà il camper della Inrc in cui verranno effettuati screening cardiologici gratuiti, (funzionalità cardiaca, elettrocardiogramma, controllo pressorio) .
«Sogniamo di avere una cantina tutta nostra – si augura Ilenia – in passato abbiamo stretto un’intesa con il Palio Marinaro e ci hanno ospitato realtà come Venezia e Salviano, però vorremmo avere più visibilità a Livorno, poter mostrare in centro la nostra attività e la nostra realtà sarebbe molto importante anche per le tante donne livornesi che non ci conoscono». Le Bimbe intanto si preparano come ogni martedì a entrare in acqua. La fatica sarà ovviamente tanta, perché Ilenia difficilmente tollera cali di tensione o attenzione durante l’allenamento. Ma per guidare il drago ci vuole tanta forza e il timoniere non può fare diversamente. Le Bimbe, le nostre guerriere, lo sanno bene.
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