Gioco
Livorno, si stringe il cerchio sulle baby gang: «Uno degli aggressori ha 13 anni»
Sabato 30 settembre in compagnia di due amici avrebbe picchiato un coetaneo all’ex Odeon. Tutto è partito da una maglia del Paris Saint Germain
LIVORNO. Uno dei componenti della baby gang avrebbe appena 13 anni, quindi neanche sarebbe imputabile. Mentre i suoi amici, che per il momento non sono ancora stati identificati, ne hanno fra i 15 e i 16. Si stringe il cerchio sui responsabili del pestaggio avvenuto sabato scorso al Parco centro città ai danni di un tredicenne livornese, colpito con schiaffi e pugni da un conoscente e da due estranei e rapinato di cinque euro che, durante le botte, gli erano caduti dal marsupio. Si tratta, in ordine temporale, dell’ultimo dei tre episodi di violenza giovanile avvenuti a Livorno: il 5 settembre scorso, infatti, alcuni dodicenni erano stati accerchiati in corso Amedeo e solo grazie al provvidenziale passaggio della polizia municipale si era evitato il peggio, mentre sabato scorso, oltre all’episodio avvenuto vicino all’ex Odeon, in mattinata un ragazzino era stato derubato lungo viale Carducci, una delle principali e più trafficate strade cittadine.
Le indagini
Sul primo episodio, quello di corso Amedeo, i diretti interessati non avvisarono nemmeno le forze dell’ordine, essendo rimasti illesi. Di conseguenza, le indagini, non sono neanche partite. Inchiesta che è invece entrata nel vivo per quanto riguarda l’agguato avvenuto al Parco centro città. A procedere è la Squadra mobile, dopo un primo intervento provvidenziale effettuato dalle volanti di viale Boccaccio. Gli agenti, dopo essere riusciti a calmare il ragazzino che era comprensibilmente spaventatissimo, sono stati in grado di raccogliere i primi elementi alla base degli accertamenti in atto da parte dei colleghi di via Fiume. Si sa con certezza che la vittima aveva appuntamento nei giardini pubblici col suo amico, anch’egli tredicenne e livornese, perché quest’ultimo doveva restituirgli una maglietta del Paris Saint Germain (una squadra di calcio della prima divisione francese, sede nella capitale transalpina ndr) prestatagli giorni addietro. All’incontro, però, sono arrivati anche due suoi amici, che lo hanno accusato di aver litigato con un cugino di questi, negandogli la restituzione della maglia. Ed è a questo punto che è scattata la violenza, con il ragazzino preso a schiaffi e pugni e i tre che si sono dileguati. «Questi li prendo io, perché le cose in terra sono di tutti», avrebbe poi detto uno dei due 15-16enni, probabilmente di origini straniere, rapinandolo dei cinque euro che gli erano caduti a terra mentre veniva preso a botte da tutti vicino all’ingresso del parco di via San Carlo.
C’è un nome
La famiglia del ragazzino non ha ancora sporto denuncia, ma anche senza la querela di parte trattandosi di una rapina, almeno questo è il reato ipotizzato dalla polizia di Stato, si può procedere d’ufficio. Ed è per questo che gli investigatori si sono già messi in moto. La vittima ha indicato il nome del suo amico, l’unico che dei tre conosce e con il quale aveva l’appuntamento nel parco. Ed è da qui che gli inquirenti, coordinati dalla procura dei minori di Firenze, si potranno muovere. Il tredicenne, se il pm lo riterrà opportuno, sarà ascoltato prossimamente in un ambiente protetto, anche con l’ausilio di uno psicologo, e potrebbe essere indagato in concorso con gli altri amici dei quali, per il momento, non sa niente.
Le telecamere
Un altro tassello fondamentale per ricostruire la vicenda passa dall’analisi delle immagini delle telecamere. Ce ne sono diverse nei dintorni del parco, a cominciare da quelle del parcheggio dell’ex Odeon. I ragazzini sono entrati nei giardini pubblici dall’altra parte, da via San Carlo, dove non ci sarebbero impianti di videosorveglianza. Ma potrebbero essere usciti dall’altra parte, magari passando davanti alla sede della Misericordia di via Verdi, che impianti del genere ne ha. In ogni caso, anche se avessero rifatto lo stesso tragitto di ingresso, ci sono vari occhi “elettronici” pubblici e privati che potrebbero averli ripresi. L’ora è certa: 16,15 di sabato scorso. Se prima, o subito dopo, la presunta baby gang transita unita sotto una delle telecamere a circuito chiuso, la Squadra mobile potrà disporre anche dei volti degli altri due amici, la cui identità ancora manca all’appello.
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