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Livorno, gli spazzini rientrano in Aamps: sono quasi tutti operatori ex Avr

di Juna Goti
Livorno, gli spazzini rientrano in Aamps: sono quasi tutti operatori ex Avr<br>

Primo giorno da interni per una novantina di addetti alla pulizia delle strade. Così il servizio torna in azienda dopo vent’anni. Ecco come è finita la selezione

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Livorno Per molto tempo è sembrato un paradosso: l’azienda che gestisce il ciclo dei rifiuti che ha centinaia di dipendenti ma neanche uno spazzino. Da ieri, dopo più di vent’anni di lavori affidati all’esterno, il servizio di spazzamento della città è tornato in capo ad Aamps, internalizzato. Negli ultimi due giorni i lavoratori che se ne occuperanno hanno timbrato il primo cartellino alle macchinette dell’azienda pubblica. E ieri i vertici di Aamps – l’amministratore unico Raphael Rossi e il direttore Raffaele Alessandri – li hanno incontrati insieme al sindaco Luca Salvetti nel salone della Svs, al Picchianti, per una giornata formativa e informativa.

È stato Salvetti a pubblicare poi le foto sui social parlando di un «giorno significativo e super atteso», frutto di un «percorso non semplice ma sul quale ci siamo impegnati con i sindacati e con l’azienda»: «oltre 90 persone che entrano dopo anni di lavoro esternalizzato ad Avr e che si aggiungono agli oltre 100 nuovi assunti in Aamps, per un quadro che deve consentire di fare un salto di qualità nel servizio complessivo».

Il direttore Alessandri, contattato dal Tirreno, chiarisce che sono 87 gli spazzini entrati subito, mentre sei autisti entreranno entro il primo novembre (quindi in tutto 93), portando l’organico complessivo dell’ex municipalizzata a circa 450 unità.

Guardando allo spazzamento, Aamps aveva pubblicato due avvisi di selezione aperta del personale scaduti il 20 marzo. Un doppio bando che era stato definito da Rifiuti Zero «una presa in giro», per i criteri di assegnazione del punteggio che andavano a premiare chi aveva già lavorato nel settore.

Come è andata a finire? «Il bando – risponde Alessandri – non era legato ai lavoratori di Avr, infatti sono entrati moltissimi lavoratori di Avr, ma anche lavoratori che non venivano da lì. È chiaro che chi veniva da Avr poteva vantare una certa anzianità di servizio, ma anche lavoratori che erano impiegati in altre realtà hanno partecipato alla selezione e sono entrati, proprio per la correttezza con cui era stato redatto il bando». A quanto risulta al Tirreno sono quattro i nuovi spazzini che non arrivano da Avr.

Ma cambierà qualcosa guardando a come viene pulita la città? È qui che il direttore di Aamps annuncia un «potenziamento del servizio di spazzamento manuale e una riorganizzazione dello spazzamento meccanizzato, che ha evidenziato qualche pecca», e «abbiamo ipotizzato un rafforzamento del controllo insieme agli ispettori ambientali». «Ci rivedremo tra sei mesi con il Comune – aggiunge – per fare il punto della situazione e vedere quali possono essere le ulteriori modifiche per migliorare la qualità del servizio».

Emiliano Sartorio (Fp Cgil) parla di «soddisfazione perché dopo anni, con forze politiche e sindacali, siamo riusciti a far reinternalizzare il servizio con un bando pubblico. Tutta l’internalizzazione non è completa, ci sono dettagli da mettere a punto, Aamps ci ha garantito che entro il primo novembre farà entrare tutte le persone, che dopo anni e anni di cooperative di privati si trovano a lavorare a casa propria». Anche l’ex segretario della Fp Cgil, Giovanni Golino, fa arrivare un messaggio per dire che «è davvero una vittoria politica e sindacale, il servizio di spazzamento torna dove doveva essere, dopo oltre vent’anni».

Esulta Potere al Popolo, che rvendica: «Finalmente i lavoratori Avr sono stati reintegrati in Aamps come avevamo chiesto da tre anni», «la città ne gioverà per le ricadute di stabilità occupazionale e la sicurezza di un posto di lavoro non più in bilico a ogni cambio di appalto».
 

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