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Livorno, la promessa di Casani sul reparto di Nefrologia: «Non subirà depotenziamenti»

di Giulio Corsi
Livorno, la promessa di Casani sul reparto di Nefrologia: «Non subirà depotenziamenti»<br>

Il sindaco Salvetti si arrabbia: «Asl ci aveva garantito che a ottobre l’offerta sarebbe tornata piena». Ma le degenze all’11° padiglione sono chiuse e i posti letto (ora al 2°) sono passati da 11 a 6

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LIVORNO Nella mattinata di sabato 30 settbre, dopo aver letto il Tirreno, il sindaco Luca Salvetti si è molto arrabbiato. La non riapertura del reparto di Nefrologia dopo la “pausa estiva” non è ciò che si aspettava rispetto alla riorganizzazione dei servizi ospedalieri concordato con l’Asl. «Prima dell’estate il quadro su Nefrologia fatto dalla dottoressa Casani era assolutamente rassicurante, ci aveva detto che da ottobre l’offerta sarebbe tornata quella di sempre», commentava il sindaco. «Le notizie riportate dal Tirreno ci rappresentano invece il rischio di uno smantellamento».

Salvetti spiegava poi di aver avuto altre interlocuzioni proprio in questi giorni con i vertici dell’Asl «che parlavano invece di una riorganizzazione logistica che anzi avrebbe mantenuto sostanzialmente immutato il servizio offerto per i pazienti di nefrologia e addirittura un incremento dell’offerta per ematologia ed oncologia».

«A questo – aggiungeva il sindaco – noi facciamo affidamento e questo penso verrà delineato dalla direttrice dell’Asl che so avere in atto interlocuzioni a tutti i livelli per spiegare l’organizzazione. Lunedì (domani, ndr) avremo un incontro al quale mi presenterò con lo stesso input da dare che ho affermato in questi anni: la sanità livornese non può e non deve avere riduzioni nei servizi ma anzi una crescita e un mantenimento delle sue eccellenze per arrivare al meglio al nuovo ospedale e alle nuove case di comunità».

Sull’argomento interveniva la stessa dg dell’Asl. «Non ci sarà nessuna chiusura dei servizi – assicurava –. La nefrologia continuerà a fornire l’assistenza adeguata e di qualità come ha sempre fatto».

Casani annunciava una rimodulazione di alcune attività ospedaliere: «Stiamo lavorando ad un potenziamento e arricchimento dell’offerta sanitaria a Livorno. La costruzione del nuovo ospedale ne è la prova. Non solo, in attesa che questo sia attivo, stiamo predisponendo un piano per rimodulare alcuni importanti settori come, ad esempio, l’oncologia, l’ematologia e la pneumologia. Infatti, alcune specialistiche vedranno un ampliamento dei posti letto e la nefrologia non subirà alcun depotenziamento. Mi preme sottolineare – continua la direttrice generale – che anche durante la stagione estiva, la dialisi e i ricoveri non hanno mai smesso di effettuare tutte le prestazioni necessarie, infatti nessuno è stato dirottato su altri territori. Rafforzare i servizi, specialmente quando questi sono ad alto contenuto sanitario, è l’obiettivo che ci siamo posti nonostante si debba fare i conti con la ormai nota carenza di medici e, quindi, anche, di nefrologi. Voglio rassicurare soprattutto la cittadinanza sulla permanenza a Livorno della nefrologia e, dopo gli incontri con le associazioni e i sindacati, entro la settimana prossima, sarà mia cura, come è giusto che sia, presentare il piano di organizzazione dei servizi ospedalieri. Anche questo percorso sarà trasparente e condiviso con i professionisti che giornalmente vivono l’ospedale».

Un quadro incoraggiante, a cui dovranno seguire i fatti: ad oggi la Nefrologia resta con 6 posti letto al 2° padiglione, infilati in mezzo a quelli di Medicina, rispetto agli 11 letti che fino a maggio avevano sede all’11°, in un padiglione completamente dedicato alle malattie renali con gli ambulatori al pian terreno, la dialisi al primo piano e le degenze all’ultimo piano (che ora è chiuso). E allo stesso tempo resta senza medici: erano 16 nel 2021 tra Livorno e provincia e oggi sono otto.


 

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