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Livorno, addio al diacono Rolando Baldacci: ex saldatore appassionato di moto

Livorno, addio al diacono Rolando Baldacci: ex saldatore appassionato di moto<br>

Aveva 93 anni. Lunedì 2 ottobre il funerale alla chiesa di San Jacopo. Il ricordo: «Negli anni della preparazione non sempre poteva partecipare agli incontri e così veniva sua moglie Carla che registrava per lui»

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Livorno Un passato come capo saldatore al cantiere navale e tanti anni trascorsi a fare il diacono nelle chiese della città Oltre a un intramontabile amore per la motocicletta. Rolando Baldacci era tutto questo. Era un lavoratore e un viaggiatore. Un uomo buono. È morto a 93 anni e lascia un grande vuoto nei cuoi dei suoi cari e di tutta la diocesi, che dà notizia della sua scomparsa.

Rolando Baldacci ci ha lasciato era stato ordinato diacono permanente nel 1988 nel giorno di Santa Giulia. Un anno, quello, che aveva visto il primo gruppo di laici diventare diaconi. Con Baldacci c’erano Fulvio Falleni, Franco Scarpelli, Umberto Paolini, Giulio Galletti, Gianluigi Merlo, preparati dal primo diacono della diocesi, Renato Rossi e dal vescovo monsignor Alberto Ablondi.

Baldacci di professione faceva il capo saldatore al cantiere navale «e – racconta Renato Rossi – durante gli anni della preparazione non sempre poteva partecipare agli incontri e così veniva sua moglie Carla, per ascoltare e registrare per lui, in modo che non potesse perdere neanche una parola».

Negli anni Rolando Baldacci è stato collaboratore in diverse parrocchie: Antignano, Ardenza, San Jacopo «e insieme alla moglie – continua Rossi – mi aveva affiancato nell'ufficio di pastorale familiare. Nel 1997 monsignor Ablondi ci inviò a Rio de Janeiro per partecipare al congresso mondiale delle famiglie con papa Giovanni Paolo II. Fu un evento memorabile, ma ancora più straordinario fu cosa avvenne dopo: ci fermammo a visitare alcune missioni in Brasile e Rolando ne rimase talmente coinvolto che negli anni a venire si recò spesso in Brasile, a volte con la moglie, per dare il suo aiuto a quelle persone e in una delle missioni fondò una scuola per saldatori, un'attività fondamentale per quei villaggi dove le case sono costruite con lamiere di fortuna». Il funerale sarà celebrato dal vescovo Giusti domani alle 10 nella chiesa di San Jacopo. l

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