Il Tirreno

Livorno

Il racconto

L’avaria, la discesa e l’impatto soft. Il pilota livornese: «Così sono riuscito ad ammarare»

di Claudia Guarino
L’aereo sulla spiaggia dopo l’ammaraggio
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L’aereo sulla spiaggia dopo l’ammaraggio

San Vincenzo: il 65enne livornese Stefano Pracchia ha recuperato l’ultraleggero caduto venerdì. «Il motore si è fermato e planato sull’acqua, fortunatamente è andato tutto bene»

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LIVORNO. «L’importante è che sia andato tutto bene. E che non ci siano state persone ferite o danni a cose». È di poche parole Stefano Pracchia, il 65enne livornese che venerdì scorso ha effettuato un ammaraggio d’emergenza con il suo biposto ad ala fissa Alpi aviation da sei metri e venti centimetri. «Adesso – aggiunge, contattato dal Tirreno – sto rimuovendo il velivolo». Per poi tornare in città probabilmente. Con l’ultraleggero al seguito. Il resto l’ha raccontato venerdì a chi era sulla spiaggia di San Vincenzo.
 

Manovra in tranquillità

«C’è stato un guasto al motore – ha spiegato ai presenti –. A quel punto, sfruttando il vento, ho planato fino ad arrivare all’acqua e, da qui, seguendo la corrente del mare sono arrivato verso la riva». Il tutto, a quanto sembra, molto tranquillamente e senza andare nel panico. Nel senso che il 65enne è sempre stato lucido e, quando è riuscito a raggiungere la battigia, sembrava anche abbastanza tranquillo. Tanto che non ha avuto bisogno del trasporto in ospedale, nonostante l’intervento del 118 in zona. La sua, d’altra parte, sembra che in quelle condizioni sia stata una manovra da manuale.

Il guasto al motore

È venerdì e Stefano Pracchia parte dall’aviosuperficie di Cecina. Pilota quindi il suo aereo lungo costa, in direzione sud, supera San Vincenzo e si avvicina alla zona di Baratti. Poi torna indietro. Sono le 13 quando arriva all’altezza della spiaggia sanvincenzina di fronte al resort Riva degli Etruschi, che in quel momento, a stagione conclusa, non è particolarmente affollata. A un certo punto si rende conto che qualcosa non va. «Si è fermato il motore». E ha la prontezza di fare la manovra giusta. «Questi aerei sono leggeri – ha raccontato ai presenti – e sono riuscito a planare. Ero basso e ce l’ho fatta». Ha effettuato l’ammaraggio a poco più di duecento metri dalla riva, oltre la zona di balneazione dunque, in tutta sicurezza. Manovra in cui, peraltro, l’aereo non ha riportato danni particolari. «Poi (grazie anche alla corrente del mare che venerdì spingeva verso terra, ndr) sono riuscito ad avvicinarmi alla riva». È stato quindi raggiunto da due bagnini del Consorzio balneare Costa Est, che gestisce il servizio di salvamento anche a San Vincenzo. Perché gli assistenti ai bagnanti, vedendo l’aereo finire in acqua, hanno agito immediatamente.

Il bagnino livornese

Il cinquantenne livornese Valerio Pozzi si è gettato in mare e ha raggiunto l’ultraleggero, mentre il collega Lorenzo Angelini si è avvicinato alla zona col patino. Pilota e aereo sono quindi arrivati sulla terra ferma. Dove poi sono intervenuti anche carabinieri, guardia costiera e i soccorritori inviati sulla spiaggia dalla centrale operativa del 118. «Fortunatamente – dice Stefano Pracchia – è andato tutto bene. Non ci sono state persone ferite e nemmeno danni». L’aereo in un primo momento era stato sistemato per questioni logistiche all’interno di una struttura vicino alla spiaggia di San Vincenzo dove venerdì c’è stato l’ammaraggio. E ieri il proprietario livornese era andato a riprenderlo.

 

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