Il Tirreno

Livorno

L’inchiesta

Livorno, assicuratrice indagata per truffa: caccia ai soldi spariti dei clienti

di Federico Lazzotti
Livorno, assicuratrice indagata per truffa: caccia ai soldi spariti dei clienti

I consulenti nominati dalla Procura al lavoro per ricostruire “il sistema Dini” e dalle denunce dai raggirati emergono altre disavventure vissute delle vittime

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LIVORNO.  Dopo aver capito, e in parte ricostruito come raggirava i clienti (attraverso la sottoscrizione di polizze farlocche, più brevi, con meno garanzie rispetto a quelle pattuite o con assicurazioni diverse e meno costose), adesso ci sono due domande chiave alle quali deve provare a rispondere l’inchiesta aperta dalla procura di Livorno sulla presunta maxi truffa da decine di migliaia di euro orchestrata da Valentina Dini, 48 anni, residente in provincia di Pisa e fino un mese e mezzo fa responsabile dell’agenzia Etrusca Gestioni Srl in via Varese 12, ora chiusa.

Il percorso dei soldi

La prima e più importante riguarda il flusso di denaro. In altre parole che fine hanno fatto i soldi che la donna ha incassato almeno nell’ultimo anno dalle persone raggirate e dove siano andati a finire.

Questo per i clienti danneggiati è un elemento determinate guardando al futuro, anche processuale. Perché solo trovando il denaro – e nel caso bloccandolo – sarà possibile un domani risarcire chi è stato raggirato.

Ecco perché il pubblico ministero Giuseppe Rizzo, titolare dell’indagine che al momento conta una sessantina di denunce – ma molte altre sono arrivate e arriveranno in Procura nei prossimi giorni – sta lavorando in questa direzione insieme ai carabinieri, a cui ha delegato le indagini, e ai due consulenti contabile che sono stati nominati mercoledì per ricostruire l’entità del raggiro.

Sui risultati che la polizia giudiziaria sta raccogliendo c’è il massimo riserbo. Ma è ovvio che si tratta di una corsa contro il tempo. C’è da capire se la donna abbia avuto o meno l’opportunità e la scaltrezza di mettere al riparo degli investigatori il maltolto oppure se l’agente sia stata travolta dagli eventi – la lettera di diffida della compagnia per cui lavorava è del 13 luglio – e quindi il denaro sia ancora su un conto nelle sue disponibilità.

Il giallo del cellulare

La seconda domanda – che è anche un piccolo giallo – riguarda dove la donna si trovi adesso. Il Tirreno ha provato a contattare l’assicuratrice al numero di cellulare che forniva anche ai clienti per chiederle – nel caso fosse interessata – la sua versione dei fatti, ma il telefono risulta sempre spento. Possibile che si trovi all’estero – come sostengono alcuni dei raggirati – visto che sia in via Varese come nel paese di residenza nel pisano nessuno la vede da settimane?

Auto sequestrate

Intanto dalle denunce presentate ai carabinieri emergono nuovi particolari rispetto alle disavventure vissute da molti clienti che non immaginavano di circolare senza assicurazione. In diversi casi, infatti, è capitato che automobilisti e scooteristi siano stati fermati dalle forze dell’ordine mentre viaggiavano comunicando al conducente che il mezzo non risultava assicurato. Molti, dopo la sorpresa, hanno dovuto lasciare la macchina e pagare la multa.
 

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