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Livorno, obiettivo attrarre investimenti: «L’area ex Trw l’inizio del rilancio»

di Flavio Lombardi
Livorno, obiettivo attrarre investimenti: «L’area ex Trw l’inizio del rilancio»

Studio Irpet, il monito di Confindustria. Salvetti: «Dati migliori del 2019». ll convegno alla Dogana dell’Acqua con i numeri sull’occupazione a Livorno e in provincia: serve più manifattura

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LIVORNO. Si può partire quasi dalla fine per capire come Livorno possa andare in controtendenza su certi numeri impietosi che, comparati con la media regionale, hanno bisogno di un grosso impulso occupazionale. Un appuntamento, quello di ieri mattina nella sala convegni di Dogana d’Acqua, che ha trattato molti argomenti. C’erano Sabrina Iommi dell’Irpet, Anpal che ha sviscerato dati sul mercato del lavoro in provincia, Cristina Grieco di Indire sulla centralità della formazione e dell’istruzione per lo sviluppo territoriale, Francesca Giovani direttrice istruzione, formazione, ricerca e lavoro Regione Toscana con le politiche attive del lavoro. Il direttore di Confindustria per Livorno e Massa Carrara, Umberto Paoletti.

«I dati sono uno strumento di analisi per intervenire e sapere cosa serve e come operare. Storicamente siamo un territorio dove si è consumato un antagonismo culturale fra industria e turismo, fra grande aziende e industrie con la piccola e media impresa. Se oggi la struttura economica su Livorno vede prevalere ancora il terziario rispetto al manifatturiero,ci dobbiamo fare due domande. Sulla pianificazione e sulla politica. Se vogliamo rilanciare il sistema economico, qui dobbiamo ricordarci che fra Livorno e Massa Carrara ci sono quasi 60 multinazionali con migliaia di dipendenti, e ciò significa avere pozzi di tecnologia a disposizione, opportunità di accordo per nuove filiere di fornitura integrata in global service, possibilità di attrarre nuovi investitori».

E sull’amministrazione Salvetti. «E’iniziato un diverso dialogo rispetto al passato. Poche chiacchiere, ciascuno a svolgere il proprio ruolo. Come per la vicenda ex Trw. Questo territorio comincia a farsi reputazione di area attrattiva, collaborativa e accogliente. Senza sudditanze». Il sindaco, cita potenzialità dimenticate, ma non scorda i numeri. «Impietosi, indicativi. Ma che si possono leggere in tanti modi per darci un quadro. Fino al 2019 era peggio, dopo, un po’ meglio, ma sempre con criticità da recuperare. Ci stiamo scrollando di dosso il caso Livorno che fece di questa città un’area di crisi complessa, guardo le cose in modo realistico, ma non mi flagello. Dal 2019 al 2023 ci sono 4 mila dipendenti in più in città, di cui 450 sono stati assunti in comune con l’80% di un mix di donne e giovani. Ma anche la sanità ha fatto la sua parte. Rispetto ai dati regionali, abbiamo un + 18% di presenze turistiche, la crescita maggiore di tutta la Toscana. Sempre il pubblico, grazie al Pnrr, ha lanciato un messaggio alle imprese che vogliono lavorare sul territorio. Intanto, ci sono 92 milioni di finanziamenti che possono richiamare le aziende a mettersi in gioco. E poi, i bandi di sostegno. Sul tema del lavoro siamo riusciti a evitare l’abbandono di Eni, convincerli a fare la bioraffineria nel rispetto della sostenibilità ambientale di cui abbiamo bisogno. Il porto, la darsena, le aree ex Trw fino a trovare il giusto interlocutore».

Gianfranco Simoncini, assessore al lavoro e alla formazione del comune di Livorno, cita il piano strutturale, definendolo una scelta importante. «In questi quattro anni, abbiamo messo in campo interventi significativi, recuperando una serie di previsioni tagliate come quelle dei nuovi insediamenti produttivi, ma anche la scelta di semplificare le indicazioni di ciò che si può fare. Si specifica ciò che assolutamente non si può fare, tutto il resto, si. Quello che c’era in eredità, rischiava di far sentire le aziende prigioniere del pubblico. Un pantano. Si può crescere, si deve crescere,con tre semplici parole: consolidare, attrarre, innovare».

Da Dario Talini, direttore Cna, una lode alla amministrazione per aver messo mano al piano strutturale, per avere una pianificazione sul territorio per le imprese. Che va a completare delle situazioni che erano sospese da troppo tempo e cerca di restituire aree di espansione alla città per nuovi insediamenti. Non da meno l’acquisizione della ex Trw, di grande impatto e in luogo strategico.«C’è necessità di fare quello che non si è mai fatto, interrogarsi su che cosa vogliamo attrarre sul territorio, mentre siamo stati troppo impegnati a definire cosa non si voleva. Le statistiche Irpet fino al 2019 dicono che il terziario a Livorno manca di cluster, distretti che oggi tengono in piedi l’economia». Fabrizio Zannotti, segretario Cgil di Livorno, ha denunciato la preoccupazione sul salario e sul calo degli ammotizzatori sociali.

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