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La ricostruzione

Livorno, la parabola della Trw: dagli sterzi alla chiusura lasciando a casa 400 operai

di Claudia Guarino
Livorno, la parabola della Trw: dagli sterzi alla chiusura lasciando a casa 400 operai

Nel 2014 stop alla produzione nonostante le lotte sindacali. I rappresentanti dei lavoratori tentarono presidi e occupazioni ma non servì a evitare la fine dell’industria

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LIVORNO. Un tempo in via Enriques si produceva a pieno regime. Giorno dopo giorno. Oltre i cancelli e dentro i capannoni gli operai si davano da fare per forgiare i migliori sterzi. Per auto, furgoni e quant’altro. Poi qualcosa è cambiato. Vuoi perché l’automotive ha iniziato la sua parabola discendente, vuoi perché l’allora proprietà, come diceva la Fiom, «puntava su altre idee nonostante avesse il dovere di presentare un piano industriale di rilancio». Fatto sta che alla fine del 2014 la Trw chiude e i suoi oltre 400 operai vengono mandati a casa. È la fine di un’era. Ed è anche la fine di un’area. Perché da quel momento in poi tutto ciò che era stato industria diventa terra di nessuno. Di certo chi lavorava alla Trw, all’epoca, non ci avrebbe mai pensato.

Fabbrica di sterzi

Anche perché sembrava che la fabbrica lavorasse bene. In principio, in realtà, fu la Spica, che negli anni Settanta trasferì da Collinaia un polo manifatturiero che sarebbe arrivato a portare in fondo a via Enriques 2mila operai. Poi la Fiat prese il suo posto fino a che non arrivarono Trw e Delphi. E qui si costruivano sterzi. Per anni. Poi, per gli operai, il baratro. Perché alla fine di dicembre lo stabilimento chiuse i battenti mandando a casa più di 400 persone. E questo nonostante le lotte organizzate dai sindacati.

Le lotte e la chiusura

Ci sono stati presidi e occupazioni. E fu anche aperto un tavolo al ministero. «La Trw – scriveva Massimo Braccini, segretario generale Fiom Cgil Toscana in una nota datata ottobre 2014 – ha il dovere di presentare un piano industriale di rilancio e investire sul territorio. Troppo facile pensare di andare via e risolvere così i problemi lasciando i lavoratori in mezzo alla strada». Purtroppo andò proprio così e in via Enriques non si sono mai più prodotti sterzi. In compenso è finito tutto in stato d’abbandono. E un’immensa superficie è stata divorata da dieci anni di degrado. Con spazzatura, bivacchi e perfino tragedie.

L’orizzonte

L’orizzonte, adesso, è quello della rinascita. O quando meno c’è l’auspicio che gli investimenti portino nuova occupazione in città. La vendita dell’ex Trw al Gruppo che fa capo a Piero Neri ora c’è ed è ufficiale. E rimane da capire quali saranno i prossimi passi di un piano di rilancio che si pone sotto l’ala di Confindustria e sotto l’occhio del Comune e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale. «Quell’area dismessa – ha detto Luciano Guerrieri – potrà tornare a essere utilizzata nell’ottica di un’idea di rilancio per l’intera città».

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