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A 86 anni resiste per 20 ore nei boschi di Livorno: ecco come è stato salvato
L'anziano è stato trovato in un campo da un agricoltore con un trattore: era a 500 metri al cimitero del paese. Le sue prime parole
COLLESALVETTI. A 86 anni ha resistito per 20 ore da solo in mezzo al bosco. In pantaloncini corti, senza mangiare. Esposto al freddo della notte e soprattutto alla fitta pioggia caduta fino alle 4 del 21 settembre. «Che cosa ci fa lei qui?». «Sto tornando a casa...».
È mezzogiorno quando un agricoltore, a 500 metri di distanza dal cimitero di Collesalvetti, trova un anziano che fa avanti e indietro nel suo campo. È l’ex cacciatore che tutto il paese sta cercando da ore ed è disorientato: «Sono qui da stamani, ieri sera ho cenato alle 8, ho guardato la televisione e dopo come al solito sono andato a letto». Ma non è così. Perché l’ottantaseienne, grande camminatore e profondo conoscitore di quelle zone, è fuori dalle 16 del 20 settembre e non è mai più rientrato a casa. La sua famiglia, non vedendolo tornare, è riuscita a mettersi in contatto con lui solo verso mezzanotte: «Sono qui in mezzo ai rovi, vedo un elicottero sopra di me». Sono i vigili del fuoco che lo stanno cercando, ma con i droni, non con il velivolo rosso che è potuto decollare solo di giorno. Poi il nulla. Il telefonino si scarica e lui, ovviamente, non risponde più.
È un dramma per la famiglia. I pompieri si attivano con il nucleo Dedalo, specializzato nella localizzazione del dispositivo che però non dà più segni di vita. Poi con i cinofili e con il personale “Tas”, la cosiddetta “topografia applicata al soccorso”. In via del Cipresso, a Collesalvetti, viene allestito il posto di comando avanzato per coordinare le operazioni. Alle ricerche rispondono immediatamente anche i volontari della Pubblica assistenza di via Roma e i colleghi della Misericordia di Vicarello, che per il pomeriggio allerteranno anche i colleghi Anpas da Prato, Campi Bisenzio, Pontedera e da altre città toscane dei quali però, per fortuna, non ci sarà più bisogno. Pure i carabinieri e la polizia provinciale si mobilitato. Ci sono decine di persone che lo cercano.
La notte passa. Purtroppo, di lui, nessuna notizia. I cani non fiutano nulla. Le ricerche si spostano dalle vicinanze della sua abitazione ai boschi fra Collesalvetti e Fauglia, che lui conosce molto bene avendo partecipato proprio qui a tantissime battute di caccia. Si teme il peggio, visto che di notte ha piovuto, l’uomo ha 86 anni ed è denutrito. Con la luce del sole decollano, alternandosi, anche gli elicotteri dei vigili del fuoco (il “Drago” di Cecina) e dell’Arma (di stanza a Pisa). Poi, verso mezzogiorno, la notizia che tutti aspettavano. Un contadino, arrivando nel suo appezzamento di terra vicino al cimitero, lo trova che fa avanti e indietro nel campo. Forse non sa nemmeno che c’è un disperso, fatto sta che appena capisce che è in difficoltà lo fa salire sul suo trattore e lo porta in cima alla strada. Qui arriveranno per primi i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile e poi tutte le altre squadre. «Ma chi vi ha chiamato? Mia moglie? Ma io stavo tornando a casa da solo…». È comprensibilmente disorientato l’ottantaseienne. È convinto di aver dormito a casa e di essere uscito la mattina, non di essere disperso da 20 ore. Ma sta bene: riconosce la coniuge, le figlie e i nipoti. E solo per precauzione, con un’ambulanza della Pubblica assistenza di Collesalvetti, raggiunge l’ospedale. A 86 anni ha resistito quasi un giorno senza mangiare e alle intemperie: «Nonostante l’età ha un grande fisico, cammina tutti i giorni e quelle zone le conosce, ci ha cacciato tanti anni». Ora per lui qualche giorno di riposo. Poi potrà tornare a passeggiare nei boschi. l
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