Gioco
Livorno, addio a “Bobbe” ex operaio e allevatore col cuore amaranto
Lucchesi aveva 60 anni. Il ricordo degli amici
LIVORNO. Ieri c’erano proprio tutti davanti alle salette Svs al cimitero dei Lupi. C’erano, per esempio, la moglie Silvia e la figlia Linda, i suoceri Franco e Adriana e i tanti amici: coloro che gli sono stati accanto giorno dopo giorno, condividendo quella che per loro era la più grande passione: il tifo per il colore amaranto. Roberto “Bobbe” Lucchesi è morto a sessant’anni dopo una malattia. Si è sentito male in casa e per lui non c’è stato niente da fare. Andandosene lascia un grande vuoto nei cuori delle tante persone che hanno condiviso con lui una parte del cammino volendogli bene.
Livornose doc (per la precisione della Venezia) Lucchesi in passato aveva lavorato come allevatore in un’azienda del Gabbro ed aveva una vera e propria passione per la carne, che andava spesso a mangiare fuori insieme agli amici di una vita.
Gli stessi, chi più e chi meno, con cui condivideva le poltroncine dello stadio durante le partite del Livorno. «Bobbe era una delle persone più schiette che io abbia mai conosciuto – dice uno degli amici – se c’era qualcosa da dire lui la diceva». E poi «era un amico dal cuore grande. Se qualcuno aveva bisogno d’aiuto non si tirava mai indietro. Ed era sempre pronto a dare una mano. Insieme abbiamo condiviso cene e partite. Non ricordo neanche più quante».
Ma Lucchesi era anche un uomo «socievole – dice la moglie – che amava profondamente il suo lavoro». Quello da allevatore al Gabbro prima e di venditore al mercato ortofrutticolo, dopo. E nel suo passato c’è stata anche una parentesi alla Trw, dove ha lavorato per un periodo.
«Bobbe – dicono gli amici riuniti ieri alla Cigna – era un uomo che amava la vita. Ed era forte e deciso. Mancherà a tutti noi». La salma resterà esposta alle salette Svs al cimitero dei Lupi fino a oggi, poi sarà portata in cremazione.
E adesso, nel momento del dolore più grande, sono tanti i messaggi di cordoglio che gli amici di Roberto hanno indirizzato alla famiglia, stringendosi in un abbraccio intorno ai suoi cari. «Ciao amico mio – è uno dei messaggi apparsi su Facebook – mi mancheranno i tuoi abbracci quando ci vedevamo. Abbiamo condiviso tanto insieme. Mancherai».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
