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«Lo ha accoltellato per un debito», preso l'aggressore di via Donnini: è in carcere a Livorno
Fermato il giovane accusato di aver ferito un uomo accanto al bar Corallo lo scorso 20 agosto: ha 26 anni ed è alle Sughere
LIVORNO. Svolta nell’inchiesta per il tentato omicidio di via Donnini, con la polizia che ha individuato il presunto accoltellatore del ventiseienne moldavo ferito al petto, su un braccio e alla gola accanto al bar Corallo nel primo pomeriggio di domenica 20 agosto. Sotto accusa un coetaneo della vittima, il tunisino Hamdi Majdoub, che secondo alcuni testimoni che avrebbero assistito alla scena avrebbe aggredito l’uomo per un debito non onorato di duemila euro.
La ricostruzione
Sono le 14 quando accanto al locale all’angolo fra via Donnini e viale Carducci scoppia il pandemonio. I due si trovano, evidentemente dopo essersi dati appuntamento lungo il marciapiede delle Sorgenti, quando scoppia la lite. E Majdoub, difeso dall’avvocata Alessandra Natale, estrae un coltello e colpisce il ventiseienne, lasciandolo ferito a terra. Poi scappa. A intervenire, insieme ad alcuni testimoni che assistono alla scena, sono i clienti del bar Corallo, oltre a una dipendente della stessa attività commerciale, che soccorrono la vittima e gli danno una bottiglia d’acqua per dissetarsi e riprendersi. È ferito al petto, oltre che su un braccio e alla gola, ha tutta la maglietta sporca di sangue e viene portato d’urgenza in ospedale da un’ambulanza della Svs di via San Giovanni, che arriva con il medico del 118 insieme a un secondo mezzo di emergenza della Misericordia di via Verdi. Nel frattempo, sempre lì, il giovane riesce a parlare con gli agenti della Squadra volante della polizia di Stato. Poi viene ricoverato in gravi condizioni in ospedale, anche per fortuna adesso sta meglio.
Le indagini
Attraverso le telecamere della zona, in particolare quelle private, gli investigatori riescono subito a stringere il cerchio, che poi si chiuderà sul ventiseienne. Secondo l’accusa il movente sarebbe economico: la vittima avrebbe avuto un debito di duemila euro mai onorato, per questo il giovane lo avrebbe accoltellato, anche se forse non voleva realmente ucciderlo.
Il fermo
La pubblico ministero Antonella Tenerani, la titolare dell’inchiesta, per lui inizialmente aveva emesso un fermo come persona gravemente indiziata di delitto, senza però richiederne la convalida in quanto a suo avviso non sussisteva il pericolo di fuga dell’indagato. Il giudice per le indagini preliminari, Marco Sacquegna, ha invece disposto la misura cautelare in carcere. l
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