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Livorno

L'operazione

La commessa arrestata a Livorno si difende: «Tutta quella droga non è mia» - Ecco chi è

Stefano Taglione
I finanzieri mostrano alcuni panetti di hashish (foto d'archivio)
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I finanzieri mostrano alcuni panetti di hashish (foto d'archivio)

La ventiduenne livornese sorpresa in auto dalla guardia di finanza con mezzo chilo di hashish in cinque panetti

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LIVORNO. Una persona apparentemente insospettabile. Non un’ombra sul suo passato, nessun precedente penale prima dell’arresto. Eppure, dopo essere stata fermata dalla guardia di finanza con mezzo chilo di hashish nascosto nell’auto, ora è come venisse equiparata a una spacciatrice di alto livello, visto l’elevato quantitativo di droga leggera diviso in ben cinque panetti.

Il blitz

La città è incredula dopo l’arresto della commessa livornese Sara Pratesi, 22 anni. La donna è stata fermata sabato 9 setttembre, di sera, dalle fiamme gialle del gruppo di Livorno e da quel momento, dopo che gli è stato assegnato d’ufficio l’avvocato cecinese Claudio Cataldo, su disposizione del procuratore Ettore Squillace Greco è ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida che si dovrebbe celebrare stamani in tribunale.

«La droga non è mia»

«Quella droga non è mia, io non c’entro nulla con questa storia», le prime parole della ragazza ai militari del comando provinciale, diretto dal colonnello Cesare Antuofermo. Non ne sapeva nulla, dice lei. Cosa significa? Le ipotesi sono tante, data per veritiera la sua versione dei fatti, alla quale comunque non ha fatto seguito l’eventuale nome di chi gli abbia consegnato la sostanza stupefacente rinvenuta dai finanzieri.

Le ipotesi

Che abbia fatto, a questo punto inconsapevolmente, un favore a qualcuno per portare la droga da un punto all’altro della città? O che – una ricostruzione senz’altro più inverosimile – qualcuno l’abbia nascosta in macchina a sua insaputa. Un’ipotesi assai più debole, quest’ultima, dal momento che l’hashish dato per buono prezzo medio di 5-6 euro al grammo avrebbe fruttato nello spaccio al dettaglio qualcosa come 3.000 euro. Non certamente pochi soldi. E così gli interrogativi rimangono. Cosa ci faceva con quei panetti? Un quantitativo utile per un migliaio di “spinelli”, per un potenziale di 50-100 acquirenti a seconda delle quantità pretese. Probabilmente già oggi, all’udienza di convalida dell’arresto, alla donna verranno chiesti lumi sulla droga trovata in suo possesso. E si capirà, forse, come mai ne aveva così tanta.

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