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Barman livornese in carcere per sfruttamento della prostituzione: ecco chi è
Livorno: è stato condannato dalla corte d'appello e ora deve scontare una pena residua di un anno e nove mesi di reclusione
LIVORNO. È stato condannato in via definitiva per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Dopo la sentenza della corte d’appello di Firenze, alla quale non è seguito il ricorso in Cassazione, i carabinieri hanno arrestato il sessantatreenne livornese Gianluca Isozio, fino al 2010 secondo l’accusa barman del locale “Off side” di Pisa, dove era stato scoperto dalle forze dell’ordine un giro di escort.
Il night – ufficialmente un’associazione culturale – si trovava nell’area industriale di Ospedaletto, alla periferia della città. Isozio era stato coinvolto nell’inchiesta insieme ad altre persone e in primo grado, dal tribunale di Pisa, era stato condannato a cinque anni di reclusione. In appello, però, la pena è stata ridotta di oltre la metà: a due anni.
Il sessantatreenne deve scontare una pena residua di un anno e nove mesi, motivo per il quale nei giorni scorsi i militari della Compagnia di Livorno, diretti dal maggiore Ugo Chiosi, lo hanno raggiunto nella sua abitazione labronica per trasferirlo nel carcere delle Sughere su richiesta del tribunale. L’inchiesta – all’epoca dei fatti – riguardò anche due poliziotti pisani, un sovrintendente e un ispettore della questura, accusati di aver approfittato delle “tentazioni” sessuali in cambio di un occhio di favore sull’attività mascherata da circolo culturale.
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