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Livorno e il nuovo ospedale, il monito della direttrice Asl: «Ma la vecchia struttura ha bisogno di interventi subito»
Letizia Casani spiega le difficoltà del presidio tra pericoli e transenne. E il sindaco aggiunge: «Spero si possa fare l’inaugurazione nel 2027»
Livorno La presentazione del progetto del nuovo ospedale di Livorno è praticamente finita. Ma Maria Letizia Casani, direttrice dell’Asl Nord Ovest, in attesa che «il piccolo rinfresco» allestito fuori dalla sala consigliare della Provincia sia pronto, lancia un monito, in particolare alla Regione, che toglie l’appetito a diversi ospiti. Perché se è vero che inizia ringraziando tutto il personale che «ogni giorno con impegno lavoro all’interno della struttura», poi ammette: «L’ospedale attuale è in forte sofferenza, ci sono zone transennate. Non dico che non sia garantita la sicurezza, ma è necessario che il personale possa lavorare con modalità più agevoli. Anche perché la nuova struttura non sarà pronta domani bensì nel 2028». Ecco perché la stessa direttrice si augura che la Regione intervenga «al di là dell’impegno forte che ci siamo assunti» con il progetto del nuovo ospedale.
Lo sa bene anche il sindaco Luca Salvetti che al di là della soddisfazione per aver «chiuso un capitolo importante» – quello della progettazione – si augura che i tempi della realizzazione possano accorciarsi: «Ora – aggiunge – si deve guardare a due aspetti: il modello sanitario che vogliamo mettere nel nuovo ospedale, mantenendo le eccellenze che abbiamo e magari acquisirne di nuove e gestire la fase intermedia». In altre parole «non possiamo lasciare andare in malora il vecchio ospedale fino alle realizzazione del nuovo e questo vuol dire che determinati interventi dovranno essere programmati e finanziati». Poi, mostrando il progetto abbozzato in epoca Cinque Stelle aggiunge: «Ricordo come eravamo messi a cavallo tra il 2018 e il 2019 : si parlava di una struttura non meglio definita di sette piani che sarebbe stata collegata all’interno dell’attuale ospedale, andando a sventrare tutto quanto, impattando pesantemente sulle attività in corso. Da quel momento è iniziato un percorso diverso che ha portato al primo risultato che abbiamo visto oggi. Abbiamo infatti potuto capire, anche grazie ad alcuni video, come sarà il nuovo ospedale: bello, funzionale, con la capacità di essere elastico e in linea con le diverse esigenze che emergeranno. Sarà inoltre ben inserito nel tessuto urbano, tenendo conto anche dell’importanza del verde, della mobilità e di tanti altri aspetti rilevanti legati alla vita della città».
Aggiunge l’assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini: «È importante per il mantenimento e il consolidamento della sanità pubblica, che rischia sempre di più di essere smantellata. Non dimentichiamo, inoltre, che se la Toscana si colloca ai vertici dei sistemi sanitari regionali lo dobbiamo principalmente agli operatori che in questi anni, nonostante le difficoltà, hanno garantito – e continuano a farlo – una sanità di qualità. Sicuramente stiamo vivendo un momento complesso, per questo stiamo lavorando con convinzione per mantenere e migliorare il servizio sanitario pubblico: la costruzione del nuovo ospedale, una struttura che sarà al passo con i tempi, va in questa direzione». Per il presidente Eugenio Giani c’è la Livorno del futuro attorno al nuovo ospedale: «Entrando dalla Variante – dice – non vedo più il cavalcavia ma una veste adeguata alle Terme del Corallo. Poi un equilibrio con il nuovo ospedale, la riqualificazione del Cisternone, della Fortezza Vecchia e la valorizzazione anche di quella Nuova». Così da far rinascere «la seconda città della Toscana». Per finire due sottolineature: «La necessità di integrare Livorno e Pisa a livello sanitaria. E la bocciatura del project financig per la costruzione di nuovi ospedali. «Livorno arriva più tardi ma lo fa meglio che altrove». l
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