Il Tirreno

Livorno

L’intervista

Livorno, i baby ladri pentiti ora aiuteranno gli altri. «Così li abbiamo accolti alla Misericordia»

di Claudia Guarino
Livorno, i baby ladri pentiti ora aiuteranno gli altri. «Così li abbiamo accolti alla Misericordia»

Giovanissimi, hanno rubato lo scooter a un volontario per poi restituirlo chiedendo scusa. Il direttore Vannucci: «Aiutiamoli a capire che c’è un altro modo per impiegare il tempo»

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LIVORNO. Lui l’appello l’aveva lanciato, l’indomani del furto. «Siete stati ripresi dalle telecamere, riportateci lo scooter. E già che ci siete, perché non venite qui a fare un po’ di volontariato?». Anche se non si aspettava che le sue parole sarebbero state prese alla lettera. Almeno non così in fretta. Ma tutto sommato Gabriele Vannucci, direttore della Misericordia di Livorno, è contento di come sia andata. E di tutta questa storia coglie «il senso di speranza e il dovere di continuare a sensibilizzare i giovani».

Direttore, facciamo un passo indietro. Ci racconta che cosa è successo domenica sera?

«L’accaduto non è difficile ricostruire. Anche perché è stato tutto ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. Nei video si vede un gruppo di cinque ragazzi che, verso le 19,20 di domenica sera, cammina nel cortile della nostra sede (in via Verdi, ndr). A un certo punto tre di loro vanno dietro alla chiesa e gli altri due li raggiungono un attimo dopo portando lì il motorino che un nostro volontario aveva parcheggiato sul piazzale prima del turno. In qualche modo riescono ad accenderlo. Poi si vedono due ragazzi che vanno via sullo scooter, mentre gli altri si allontanano a piedi».

Dopo il furto dello scooter lei ha deciso di lanciare un appello

«Sì, mi sono rivolto a questi ragazzi pubblicamente chiedendo loro di riportare lo scooter e consigliando di impiegare il tempo in modo diverso, per esempio facendo volontariato».

E il suo appello è stato ascoltato perché martedì quattro di quei ragazzi sono venuti da lei in sede, hanno riportato lo scooter e si sono scusati. Si aspettava che sarebbe andata in questo modo?

«Ci speravo. Ma a dire la verità non mi aspettavo di vederli tornare».

Che cosa le hanno detto?

«Hanno chiesto scusa dicendo che avevano commesso un errore».

E il motorino?

«Il motorino l’hanno riportato lasciandolo nel punto in cui l’avevano preso».

Il proprietario dello scooter che cosa ha detto?

«L’ho chiamato al telefono e i ragazzi si sono scusati anche con lui, credo che poi abbia ritirato la denuncia».

E i ragazzi verranno a fare volontariato in Misericordia?

«Sì, hanno detto che si iscriveranno al corso di primo soccorso. Peraltro inizia martedì prossimo».

Ma come le è venuto in mente di suggerire loro di fare volontariato?

«Perché la volontà della Misericordia è quella di far vedere a questi ragazzi che c’è altro al mondo, oltre ai furti di motorini. E di far capire loro che hanno impiegato davvero male il loro tempo».

Sono ragazzi giovani?

«Sì, penso abbiano tra i 14 e i 16 anni»

I genitori si sono fatti sentire?

«Una mamma è venuta in sede a firmare la domanda di iscrizione alla Misericordia per permettere al figlio di frequentare il corso di primo soccorso».

Gli altri volontari e i formatori della Misericordia che cosa hanno detto?

«Da parte dei volontari c’è stato un grande senso di accoglienza nei confronti di questi ragazzi. E di responsabilità nel cercare di trasmettere loro un nuovo senso di vicinanza alle persone».

Vuole aggiungere qualcosa, alla luce di come si è conclusa questa storia?

«Penso che ci sia speranza. E sento che dobbiamo continuare a sensibilizzare il più possibile i nostri giovani».

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