Il Tirreno

Livorno

La testimonianza

Picchiato e rapinato a Livorno, la moglie del ristoratore: «Pensavo fosse morto»

Stefano Taglione
Una volante della polizia di Stato (foto d'archivio)
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Una volante della polizia di Stato (foto d'archivio)

La donna sotto choc per quanto accaduto al marito di 65 anni al rientro a casa: «Lo hanno preso di mira vedendolo in garage»

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LIVORNO. «Siamo sotto choc, nessuno si poteva aspettare una cosa del genere. Quando sono scesa nel piazzale condominiale e ho visto sia la polizia che l’ambulanza ho pensato al peggio: che mio marito potesse essere morto o che comunque fosse gravemente ferito».

A parlare è la moglie di Roberto Laurenza, il ristoratore sessantacinquenne rapinato attorno alle 22,45 di domenica scorsa al ritorno dal lavoro sotto il suo appartamento di via Bernardo Prato, nel quartiere delle Sorgenti. La donna, pochi minuti dopo l’agguato, è scesa nel cortile del palazzo per assistere il coniuge, chiaramente spaventato per quanto successo ma fisicamente in buone condizioni di salute, tanto che ha scelto di non essere trasportato all’ospedale e di essere solo medicato sul posto dai volontari della Croce rossa italiana, giunti col mezzo di emergenza dalla sede di via Lamarmora dopo la chiamata al 112 di una vicina di casa.

La moglie parla dal citofono, dopo l’aggressione ha paura anche solo ad aprire il portone. Figurarsi la porta di casa. «È successo qualcosa di terribile – racconta – Mio marito era da solo, stava per salire nel nostro appartamento, e sicuramente queste persone hanno visto che stava armeggiando in garage e lo hanno poi aspettato nascoste dietro le colonne vicino all’entrata, assalendolo alla prima occasione utile».

In quel momento Laurenza aveva in mano alcune bottiglie di vino prese proprio dal garage, che stava per portare nell’appartamento, insieme a una busta che teneva sottobraccio. Altre confezioni di Prosecco le aveva appena caricate in macchina, rimanendo fra il garage e la sua vettura per un quarto d’ora, frangente nel quale forse i malviventi lo hanno visto, decidendo di derubarlo alla prima occasione utile. Era carico di oggetti in quel momento, indifeso: quando i rapinatori lo hanno assalito, dalle sue spalle, non poteva assolutamente prevedere o vedere nulla, né reagire, visto che lo hanno buttato a terra.

Per altro, chi lo ha aggredito, era sicuramente molto più giovane e forte di lui: due persone, una delle quali alta poco meno di un metro e 90, carnagione scura, magrissima e con i capelli rasta neri. «Sicuramente sono due balordi – commenta ancora la moglie dal citofono – Il sospetto è che lo abbiano visto mentre faceva su e giù dal garage alla macchina, magari prima erano fuori e sono entrati dal cancello automatico prima che si chiudesse. Qualcuno, qui nel condominio, sostiene di conoscere questo ragazzo con i rasta lunghi. Io no, non ho capito chi possa essere, né penso di averlo visto in giro. È un grande spavento e ci dispiace tantissimo anche per i soldi, l’incasso del ristorante, che purtroppo sono andati in fumo, ma non possiamo farci nulla ormai». l

S.T.

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