Gioco
Dal “fritto democratico” al ricordo di Berlinguer: viaggio alla Festa dell’Unità di Livorno in formato bonsai
L’appuntamento dell’estate Dem è tornato all’interno dell’ippodromo come in passato. Ai tavoli del ristorante una trentina di volontari tutti o quasi over 60: «Siamo ancora qua»
Presumibilmente per giocare d’anticipo su qualche avversario politico che non avrebbe perso l’occasione per parlare di un Pd che si dà all’ippica , i Democratici livornesi sfoderano astutamente lo slogan “In corsa per il futuro” per battezzare la Festa dell’Unità targata 2023 terminata ieri ed effettuata all’Ippodromo Caprilli come peraltro altre volta dal dopoguerra in poi. E che ha visto, tanto per rimanere in tema equestre, i «cavalli di razza» Schlein (pur “dirottata” ai Quattro Mori), Bonaccini, Zingaretti e Boldrini. All’ingresso contributo volontario e coccarde come ai tempi del Pci, poi ovviamente spazi ridotti in rapporto al tempo che fu, stand di artigiani, ambulanti e di meritorie associazioni di volontariato con il partito che gestisce in proprio solo il ristorante friggitoria.
Ai tavoli una trentina di volontari tutti o quasi over 60, praticamente gli stessi delle feste dell’Unità targate Berlinguer, come Marco Gori che in prima battuta coglie l’occasione di ricordare la figura dell’indimenticabile Egisto Lotti storico “barista” dello stand della sezione di Venezia e in seconda ci offre una involontaria citazione di Vasco Rossi: «Noi siano ancora qui». Come dire che gli ideali di fondo rimangono gli stessi e per questi vale la pena di impegnarsi. Con lui a cucinare il “fritto democratico” Massimo Paoletti, che in questo partito «ci vuole credere perché pur con tutti i difetti è un argine verso ciò di brutto giunge dal governo nazionale». Una volta si credeva che i politici a inizio carriera che si prestassero a fare i camerieri ai ristoranti della festa lo facessero per ingraziarsi i consensi dei militanti. Il fatto che Marco Susini (alle spalle un decennio da parlamentare e la direzione del Centro Intermodale ma paradossalmente una matricola del partito in quanto da poco rientrato da Articolo Uno) dimostrerebbe, almeno nel suo caso, il contrario. E comunque che la maglietta indossata da tutti i volontari sia rigorosamente rossa qualcosa vorrà pur dire.
Nello spazio informazioni parliamo con il trio Mauro Fraschetti, Nedo Ghelardi e Edy Simonini, per età sicuramente nel Pci dai tempi di Togliatti e che oggi garantiscono comunque il loro impegno nel Pd. Loro usano altre parole, ma lo sostanza è la stessa: «Abbiamo fatto politica da sempre e sempre nella stessa direzione. Che possiamo dire ? I tempi sono cambiati. E questo partito è l’unico a difendere i più deboli». Il cuore è rimasto altrove la riflessione porta loro qui. E i giovani? Ci sono ancora, basta cercarli e dove se non appunto allo stand dei Giovani Democratici dove, più che vendere, si regalano libri usati pur con un’offerta minima di due euro. Carlotta e Chiara perché avete scelto ilPd ? «Per le battaglie femministe», risposta secca condivisa. Il coordinatore dei giovani Bernardo Taddei intanto alla domanda che ti ha convinto del Pd mette i puntini sulle “i”: «Eventualmente cosa mi ha convinto dei Giovani Democratici visto come io mi sia iscritto al movimento giovanile. In tutti i casi mi convince la lotta per di diritti dei lavoratori in primo luogo dei giovani “rider” sfruttati. In questa direzione come giovani democratici ci stiamo impegnando».
E poi i dibattiti sui temi più svariati, alcuni con una decina di relatori facendo sì di rischiare di avere più gente dietro il tavolo degli oratori che davanti. Sempreverde delle feste dai tempi della guerra fredda il furgone del frataio gestito però oggi, effetti della globalità, da un titolare dai tratti asiatici. Una curiosità: l’ingresso della festa era quello principale di fronte agli Scogli dell’Accademia. Ma era aperto pure il cancellino dell’ingresso secondario cento metri in direzione Barriera Margherita: il vecchio militante che vi fosse entrato avrebbe pensato, vedendo le slot machines e i monitor per le corse dei cavalli, a una festa di partito irrimediabilmente votata verso il vizio. Ma era solo entrato al centro scommesse della Snai.
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