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Livorno, carpentiere muore a 65 anni: da poco era andato in pensione dal cantiere
Giovanni Liguori si è sentito male in casa. Abitava alla Rosa
Livorno Si è sentito male all’improvviso, mentre era nella sua casa alla Rosa. E a nulla sono serviti i tentativi di rianimazione effettuati dai volontari arrivati sul posto. E il medico del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso. Giovanni Liguori aveva 65 anni e lascia la moglie, due figlie e un nipote.
Grande lavoratore, Liguori era impiegato al cantiere Azimut Benetti come carpentiere ed era andato in pensione da un anno e mezzo o poco più. «Non ci sono parole – scrive Annalisa Liguori sul profilo Facebook del padre Giovanni – ci hai lasciato all’improvviso. Un vuoto enorme. Una cosa sola te la voglio dire, grazie. Grazie per l’uomo che sei stato, per il padre che sei stato, grazie per la vita che ci hai dato. Ci guarderai dall’alto e ci proteggerai come hai fatto sempre».
Giovanni Liguori ieri pomeriggio si è sentito male in casa. E in zona, poco dopo le 12.30, la centrale operativa del 118 ha inviato due ambulanze della Svs, una da Ardenza e una dalla sede di via San Giovanni, con a bordo il medico del 118. Vani i tentativi di rianimazione, purtroppo Liguori non si è più ripreso. La salma è stata portata all’obitorio del cimitero dei Lupi a benedizione sarà celebrata e domani alle 11,15 ci sarà la benedizione alle salette Svs. Chi vorrà potrà dunque dargli un ultimo saluto all’ex carpentiere dall’animo gentile e dal cuore buono.
Chi conosceva Giovanni Liguori lo descrive come «un uomo squisito». Come una di quelle persone con cui passare del tempo era un piacere. Ha amato molto il suo lavoro, che ha portato avanti con passione e capacità. E, negli ultimi tempi, era contento di essere in pensione, in modo tale da poter dedicare il proprio tempo alla sua famiglia e a ciò che gli piaceva fare. «Ha lavorato una vita in cantiere – dice un ex collega – ed era davvero un uomo buono. È stato un grande amico e un lavoratore instancabile». Una di quelle persone capaci di lasciare il segno. Tra i colleghi, ma non solo.
E tanti sono i messaggi di cordoglio indirizzati alla famiglia, nel giorno del dolore più grande. «Era una grande persona – è uno degli scritti apparsi sul suo profilo Facebook – e mi mancherai moltissimo». «Ciao, Giovanni, eri una persona speciale». «Condoglianze a tutta la famiglia. Giovanni era una persona speciale ed è stato un onore averlo conosciuto».
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