Il Tirreno

Livorno

L’inchiesta

Un arsenale accanto alla cassa del bar, arrestato commerciante livornese: ecco chi è

di Claudia Guarino
Un arsenale accanto alla cassa del bar, arrestato commerciante livornese: ecco chi è

Nei guai un 41enne: aveva tre pugnali, baionetta e fucile. Le indagini dei carabinieri della stazione di Collesalvetti sono iniziate qualche tempo fa

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LIVORNO. Accanto alla cassa del locale di cui era titolare teneva un fucile da caccia rubato, 400 cartucce, quattro pugnali e la baionetta di un Kalasnikov. In casa, in aggiunta, conservava tre fucili semiautomatici e una carabina. Per questo, con le accuse – tra le altre – di porto abusivo d’armi e ricettazione, il 41enne Luca Bagnoli, titolare del bar- tabacchi-trattoria di Nugola, è stato arrestato nei giorni scorsi dai carabinieri di Collesalvetti. Il giudice, nel convalidare l’arresto, ha poi disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le armi

Le indagini dei carabinieri della stazione di Collesalvetti sono iniziate qualche tempo fa, quando i militari hanno saputo che l’uomo, con ogni probabilità, teneva con sé delle armi in maniera non propriamente legale. I carabinieri hanno quindi dato un’occhiata al locale e, durante una perquisizione, hanno trovato un arsenale accanto alla cassa. E le armi, a loro avviso, si trovavano in un punto facilmente accessibile anche da parte di terzi. Lì c’erano, nello specifico, un fucile da caccia calibro 12 con circa 400 cartucce, tre pugnali da caccia, un pugnale da lancio a quattro punte (il cosiddetto shuriken) e una baionetta per Kalasnikov. Dalle indagini è emerso che l’uomo non avrebbe potuto avere con sé coltelli e fucile, dato che tempo prima gli era stato sospeso il porto d’armi a uso caccia. Ma i carabinieri di Collesalvetti hanno anche scoperto che il fucile da caccia da lui posseduto era stato rubato due anni prima in provincia di Firenze.

Le altre armi

I carabinieri, a quel punto, hanno esteso gli accertamenti anche all’abitazione del commerciante, dove sono stati trovati altri tre fucili semiautomatici e una carabina, armi regolarmente denunciati ma che l’uomo non avrebbe comunque potuto detenere considerando che non aveva il porto d’armi in corso di validità. Il 41enne, che i carabinieri hanno appurato avere precedenti per reati legati all’attività di caccia, è stato quindi arrestato con l’accusa di porto abusivo di armi e di componente di arma da guerra, detenzione illegale di armi e ricettazione. Fucili, pugnali, baionetta e tutte le munizioni trovate nella tabaccheria e dentro l’appartamento dell’indagato sono stati d’altra parte sottoposti a sequestro dai militari.

L’obbligo di firma

Il titolare dell’attività, dopo essere stato arrestato da i carabinieri, è stato invece portato in tribunale di fronte al giudice per le indagini preliminari affinché potesse prendere parte all’udienza di convalida. L’arresto del 41enne, difeso dall’avvocato Andrea Bartali del foro di Firenze, è stato quindi convalidato dal giudice che, durante l’udienza, ha poi disposto nei confronti del 41enne la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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