Gioco
Cent’anni fa l’assalto dei fascisti alle targhe delle strade di Livorno intitolate ai greci
Il 29 agosto 1923 una strada della città, da secoli chiamata via Greca, fu teatro di un atto vandalico. Diventarono via generale Tellini e via Corti
LIVORNO. Il 29 agosto 1923 una strada di Livorno, da secoli chiamata via Greca, fu teatro di un atto vandalico che la stampa del tempo descrive così: “Nel pomeriggio d’ieri un manipolo di giovani riusciva con ben assestati colpi ad abbattere le due lastre di marmo sulle quali sono incisi i nomi della strada che si intitola alla nazione ellenica. I giovani provvisoriamente collocavano dei cartelli recanti la scritta: - via Gen. Tellini – Inutile aggiungere che il gesto dei giovani è stato approvato dai popolani di quei rioni, che sono rimasti impressionati vivamente dalle notizie pubblicate dai giornali”. (Il Telegrafo, 30.8.1923).
Di quali notizie si trattava? Due giorni prima, il 27 agosto, una delegazione militare italiana, impegnata nella delimitazione del confine greco-albanese per conto della Società delle Nazioni, era caduta vittima di un agguato sulla strada fra Giànnina, capoluogo della regione greca dell’Epiro, e il posto di frontiera di Kakavià.
Erano in cinque sulla stessa automobile, morirono tutti. Il generale Enrico Tellini e il maggiore Luigi Corti erano i più alti in grado. L’identità degli assalitori, a tutt’oggi, non è nota con certezza, ma Benito Mussolini, da meno d’un anno al potere, colse al volo l’occasione per dare una prima dimostrazione di politica estera fatta alla sua maniera: accusò il governo greco di colpevole negligenza nella ricerca dei responsabili, pretese riparazioni morali e materiali e per dare più peso all’ultimatum inviò la regia marina, assieme a un contingente dell’esercito, a occupare Corfù dopo averla cannoneggiata. Ad essere colpita fu la vecchia fortezza veneziana, che ospitava molti profughi greci da poco espulsi dall’Asia minore. Venti le vittime, tutte civili, fra cui dei bambini.
Intanto in tutta Italia si scatenava una violenta campagna antigreca con cortei, assalti ai consolati ellenici e vandalismi ai danni delle targhe stradali in qualche modo legate a presenze e memorie greche. In prima fila, anche a Livorno, le formazioni squadristiche.
Sembra di assistere, in quei giorni di fine agosto di cent’anni fa, a una sorta di preludio, o prova generale, dello sciagurato tentativo di “spezzare le reni alla Grecia”, con il quale nel 1940 il regime fascista precipitò l’Italia nel conflitto mondiale a fianco del nazismo.
Ma la “crisi di Corfù” è anche il primo esempio di mobilitazione in grande stile della macchina propagandistica del regime.
Per tornare a Livorno, il 18 settembre il Consiglio comunale, riunito in seduta solenne – su iniziativa della giunta subentrata con la violenza, ricordiamolo, a quella socialista del sindaco Mondolfi – assegnava i nomi dei due ufficiali uccisi alle vie intitolate alla vituperata nazione greca: oltre a via Greca, che diventa via Tellini, via dei Greci (situata a San Jacopo) diventa via Corti.
Intanto, sempre spigolando nella stampa livornese dell’epoca, scopriamo che la chiesa greca della Santissima Trinità viene presidiata “per impedire eventuali violenze”, e che quando un vapore greco entra in porto per scaricare carbone, il parroco ortodosso deve salire a bordo per celebrare la messa: altro che benedizione de’ greci alla città festante!
A cento anni da questi eventi, l’Associazione Borgo dei Greci si è fatta promotrice di una petizione indirizzata al Sindaco Luca Salvetti e all’Assessore alla cultura e alla toponomastica Simone Lenzi. Lo scopo della petizione è quello di ripristinare gli antichi toponimi di via Greca e via dei Greci, come già fatto in situazione analoga dal Comune di Napoli nel 2015.
L’iniziativa, lanciata sul web tramite la piattaforma Change.org, ha permesso di portare a conoscenza dei fatti molti livornesi e sta riscuotendo successo: ad oggi sono state raccolte più di 700 firme di nostri concittadini e anche di molti greci.
Si può firmare la petizione ancora fino a metà settembre su www.change.org, oppure accedendo al sito web www.borgodeigrecilivorno.it, o anche sulla pagina Facebook dell’Associazione.
Beninteso, le figure del gen. Enrico Tellini e del magg. Luigi Corti, incolpevoli della loro postuma trasformazione in martiri del fascismo, sono degne di rispetto e di ricordo come quelle dei tanti italiani, in divisa e non, caduti mentre erano impegnati in missioni internazionali di pace.
A Livorno abbiamo una via dei Caduti del Lavoro, potremmo avere una Via dei Caduti per la Pace. Come associazione siamo comunque pronti a studiare, di concerto con le autorità competenti, qualsiasi soluzione che permetta di porre nella giusta luce ogni elemento della vicenda descritta - solo in apparenza remota, come le cronache belliche di oggi ci mostrano.
* Presidente Associazione Culturale Borgo dei Greci - Livorno
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