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Rallenta la nuova pista del campo scuola di Livorno: si studia di allargarla a otto corsie

di Stefano Taglione
Rallenta la nuova pista del campo scuola di Livorno: si studia di allargarla a otto corsie

Sopralluogo per ampliare lo spazio e capire le possibilità di omologazione della Fidal, ma solo sul rettilineo dei 100 metri piani. I lavori intanto sono fermi perché con questo caldo è impossibile spargere il bitume

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LIVORNO. Da sei a otto corsie. Solo sul rettilineo principale, quello utilizzato per i cento metri. Con un’incognita non da poco: bisogna capire dove spostare la pista del salto in lungo, che andrà riposizionata altrove. Rallentano i lavori di restyling del campo scuola, non solo per l’impossibilità con questo caldo di stendere il bitume: il Comune, infatti, è pronto a valutare le richieste delle associazioni sportive sulla variante delle otto corsie e per questo, all’inizio di settembre, ci sarà un sopralluogo con i tecnici della Fidal (la Federazione italiana di atletica leggera) per capire se l’impianto verrebbe omologato anche in caso di modifica del progetto iniziale.

«Pronto a fine ottobre»

I rallentamenti dei lavori da 600.000 euro, che per la verità fino a poche settimane fa procedevano spediti, sarebbero da imputare proprio al sopralluogo per l’eventuale omologazione del nuovo tracciato. Ma il Comune punta, come previsto, a inaugurare il “Renato Martelli” al massimo a fine ottobre. Anzi, se non ci fosse stata questa battuta d’arresto, probabilmente la ditta aggiudicataria del cantiere aperto a luglio avrebbe fatto anche prima. «I lavori al momento sono interrotti perché va stesa la parte bituminosa e con questo caldo è impossibile farlo – spiega Roberto Pandolfi, il dirigente del settore sviluppo, valorizzazione e manutenzioni del Comune – ma anche perché in queste settimane i dipendenti dell’azienda edile aggiudicataria del bando erano in ferie. Rallentamenti per le otto corsie? È una proposta delle associazioni sportive, che all’inizio non c’era stata, quindi per venire incontro alle richieste la stiamo valutando. Dovremo fare delle verifiche sulla fattibilità e capire se questa variante incida sulle tempistiche, dal momento che il campo scuola non può rimanere chiuso per tanto tempo. Il nostro obiettivo è inaugurare l’impianto anche prima di fine ottobre, la data prevista dal contratto».

Il salto in lungo

La volontà di palazzo civico rimane quella di andare incontro alle società di atletica. Ma non è facile, perché ci sono diverse questioni da chiarire, non solo sui tempi. Innanzitutto dove posizionare la pista del salto in lungo, un aspetto non secondario. Finora è stata accanto a quella dei cento metri piani, che sono su sei corsie, ma per fare posto alle altre due va spostata. Dove? Va capito. Sicuramente nel campo centrale, ma non nel mezzo, visto che disturberebbe specialità come i lanci del giavellotto e del disco. Sono necessari un centinaio di metri: sette di sabbia, 13 per il salto triplo e tutta la parte della rincorsa, 40-45 metri che però vanno calcolati doppiamente, direzione nord-sud e sud-nord, opzioni che in caso di vento concedono una certa flessibilità quando si disputano le gare. Un progetto che è già allo studio degli ingegneri del Comune.

Cosa cambierebbe

Le otto corsie migliorerebbero notevolmente l’accessibilità del campo scuola, almeno secondo le associazioni. Non tanto per le gare, visto che per i meeting nazionali ne bastano tranquillamente sei. Quanto per gli allenamenti: «Tantissime persone – spiega il presidente dell’Atletica Livorno, Fabio Canaccini – frequentano la struttura e otto corsie consentirebbero una migliore qualità degli allenamenti, dato che in settima e ottava un domani potremmo concentrare gli atleti degli ostacoli. Attualmente le prime due sono riservate a marciatori e mezzofondisti, la terza e la quarta ai velocisti e due per ognuna di queste specialità sono poche». Ma anche durante le gare gli organizzatori ne gioverebbero. «Se nei cento metri, ad esempio, partecipano 60 atleti – prosegue il dirigente dell’associazione sportiva – con otto corsie le batterie si ridurrebbero numericamente e le manifestazioni si concluderebbero più rapidamente».

L’omologazione

Il resto del tracciato rimarrebbe comunque a sei corsie. Anche i 110 metri ostacoli. I piloni per l’illuminazione, infatti, non possono essere spostati e limitano il raggio d’azione dei progettisti. Sui cento, invece, la mano è libera: bisogna solo trovare l’incastro perfetto per il salto in lungo. E, prima di iniziare, avere la garanzia che l’impianto verrebbe omologato. Altrimenti è tutto inutile. A questo servirà il sopralluogo con gli esperti della Fidal.

Le altre richieste

Le associazioni hanno chiesto anche l’omologazione del rettilineo opposto a quello principale (che rimarrebbe su sei corsie), la curva del salto in alto smontabile e un sistema per raccogliere la sabbia del lungo in modo che non sporchi il resto del campo scuola. Se ne parlerà, probabilmente, sempre nel corso del sopralluogo, al quale parteciperanno anche i delegati delle società che utilizzano l’impianto. «Piccole cose – conclude Canaccini – che non incidono dal punto di vista economico, ma da quello pratico. I tecnici della ditta che sta svolgendo i lavori mi sembrano veramente molto bravi». l

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