Gioco
Livorno, al PalaMacchia la capienza rimane un rebus e ora i tempi stringono
Il sindaco Luca Salvetti conferma: «Chiederemo tremila posti». Nel frattempo, da fine campionato, non è cambiato niente: aggiunta solo una rete di protezione sulle scale esterne di emergenza
LIVORNO. I tifosi (pochi) che hanno deciso di assistere alla prima amichevole della Libertas sono entrati in un palasport identico a quello che avevano lasciato due mesi e mezzo fa, dopo gara-tre di finale playoff contro Vigevano. E lo stesso quadro si troveranno davanti mercoledì i tifosi piellini che andranno in via Allende per la prima uscita casalinga delle triglie contro Trapani.
Niente è cambiato durante questa estate, se non l’installazione di una rete di protezione messa sulle scale esterne di emergenza così come prescritto tra le varie azioni necessarie ad alzare la capienza.
La capienza
Proprio il tema capienza (ma non solo) resta il più attuale in vista dell’inizio della stagione, fissato il primo ottobre col match tra Libertas e Cassino. Quanti persone potrà accogliere il palasport?
«Noi chiederemo tremila posti», confermava ieri il sindaco Luca Salvetti, ripetendo quanto già aveva dichiarato durante lo scorso campionato. «I lavori che dovevamo fare dal punto di vista della sicurezza sono terminati».
Il Comune dunque attende nelle prossime settimane il sopralluogo dei vigili del fuoco, che potrebbero poi valutare l’ok alla richiesta di palazzo civico con la condizione della presenza di un certo numero di uomini della sicurezza garantito dalle due società.
Dopo di che, sulla base del responso dei vigili, servirà una nuova omologazione da parte della Fip per la serie B. I tempi ci sono ma stringono.
Il restyling
Accanto c’è poi la questione legata alle condizioni di degrado in cui versa il PalaMacchia. In estate erano annunciati i lavori di rifacimento delle facciate. Nei giorni scorsi finalmente due operai sono apparsi e hanno recintato il lato ovest del palazzo alzando un ponteggio e iniziando a lavorare al rifacimento del calcestruzzo dei cornicioni picchettati già da anni per il rischio di caduta.
I lavori avranno una durata di 100 giorni. E prevedono anche la sistemazione del tetto da cui, come abbiamo constatato anche durante il campionato, piove sul parquet.
In autunno inoltrato il palasport potrebbe avere almeno un’altra faccia, anche se all’interno le condizioni dei bagni e degli spogliatoi, rimasti agli anni Ottanta, continuano a essere poco consone per uno sport che sta risorgendo dalle ceneri e ad attirare migliaia di persone. Una sensazione di degrado che è ben rappresentata dall’accumulo di materiale da buttare (come le vecchie sedute del parterre) che c’è sul retro, paradossalmente a meno di venti metri dalla discarica di Aamps. La pulizia spetta al Comune ma da mesi l’ammasso è abbandonato lì.
Le luci
Un altro problema però sta emergendo: è quello relativo all’impianto di illuminazione, che è stato completamente rinnovato alcuni mesi fa, a campionato in corso. A quanto risulta diversi fari si sono già bruciati. l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
