Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Addio a Giuseppina Paoletti, la signora del pronto soccorso di Livorno

di Stefano Taglione
Giuseppina Paoletti morta a 66 anni dopo una malattia
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Giuseppina Paoletti morta a 66 anni dopo una malattia

Il ricordo della presidente Avo: «Faceva da ponte fra pazienti e familiari»

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LIVORNO. Con la sua delicatezza ha fatto da “ponte” fra i pazienti del pronto soccorso e i loro familiari. Pronta a dare informazioni, dentro e fuori dalla sala d’attesa, sulle visite in corso e gli esami da fare. Tutta la città piange Giuseppina Paoletti, 66 anni, storica volontaria dell’Avo, l’Associazione volontari ospedalieri di Livorno. «Una notizia del tutto inaspettata – spiega la presidente Virginia Panariello – perché pensavamo davvero che lei potesse sconfiggere quel maledetto tumore al pancreas che invece l’ha uccisa. Era una persona molto attiva nel nostro collettivo, che è come una famiglia, ed è stata la responsabile della nostra sede in viale Vittorio Alfieri. Prima del Covid facevamo servizio in ben 12 reparti e continuiamo a essere molto presenti. Lei c’era sempre: negli ultimi anni, in particolare, operava al pronto soccorso».

La sessantaseienne, che aveva festeggiato il suo compleanno appena quattro giorni fa, abitava vicino all’ospedale ed è morta in casa, assistita dai sanitari delle cure palliative. Panariello, per l’ultima volta, l’aveva sentita via messaggio il 18 agosto scorso, scherzandoci. «Il suo ruolo al pronto soccorso era fondamentale – racconta Panariello – perché in quei momenti, fra i pazienti e i loro familiari, c’è bisogno di comunicare e non sempre è possibile farlo, visto che devono spesso rimanere fuori. Dopo il Covid qualcosa è migliorato, ma se il reparto è pieno non ti fanno entrare e subentriamo noi. Lei era il “ponte” fra le famiglie. Faceva dentro e fuori dal triage per informare i parenti sulle condizioni di salute del congiunto, ad esempio, o sugli esami che stava svolgendo. In quei momenti noi dell’Avo siamo molto preziosi, il nostro fondatore era un medico e durante una visita si è accorto proprio che mancava qualcuno, qualcuno che potesse aiutare il paziente. Fra l’altro, il paziente, molto spesso si apre più con il volontario che con il medico: ha, per così dire, meno timore a parlare con noi. Di situazioni ne potremmo raccontare veramente tante, ma dobbiamo rispettare la privacy delle persone e quindi non possiamo. Potremmo scriverci un libro...».

Paoletti ha dato una mano fondamentale all’associazione anche durante le raccolte fondi per l’Ucraina agli scali Finocchietti, dove c’era il magazzino degli aiuti. «E a Colline abbiamo organizzato una cena il cui devoluto è andato tutto in beneficenza».

Giuseppina è stata anche presidente di Emergency Livorno. Che la ricorda con affetto. «Tutto il gruppo piange attonito l’improvvisa scomparsa di Giuseppina Paoletti – scrivono i volontari – persona di rara umanità e apertura mentale. Giuseppina è stata una delle fondatrici del gruppo che si è ricreato da meno di due anni, si è impegnata moltissimo per farlo crescere e si è adoperata per diffondere i valori nella nostra città e oltre. Un faro per tutti noi e siamo certi che la sua luce splenderà forte nei cuori di chi ha avuto l’onore di conoscerla. Ci uniamo al dolore della famiglia. Ciao Giusy, sei sempre con noi».


 

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