Il Tirreno

Livorno

Il caso

«Non arrivi a domani, sei morto»: ragazzini seminano il caos all’Arci di Vicarello

Stefano Taglione
Due carabinieri di pattuglia (foto d'archivio)
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Due carabinieri di pattuglia (foto d'archivio)

Minacciato un barista, arrivano i carabinieri fuori dal circolo di piazza Macchi: «Volevano picchiarmi col bastone e una bottiglia»

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VICARELLO. Si sono presentati mezzi nudi, senza la maglietta, all’ora dell’aperitivo. «Ragazzi, per favore, indossatela, non vedete che c’è tanta gente qui dentro?». Una, due, tre richieste. Poi l’ultimatum: «Vestitevi o andate via». E il caos: «Tu non arrivi a domani, sei un uomo morto, ora torniamo in dieci e ti ammazziamo».

Una banda di ragazzini, nel pomeriggio di domenica 20 agosto, ha seminato il panico al circolo Arci “In piazzetta” di Vicarello, in piazza Macchiavello Macchi, con due giovanissimi «di 15-16 anni» che hanno addirittura minacciato di pestare il barista con un bastone e con una bottiglia di vetro. Al punto che nel punto di ritrovo, fra i più gettonati di Vicarello, sono dovuti intervenire i carabinieri. «Quando all’inizio ho chiesto ai due minorenni di indossare la maglia – spiega uno dei dipendenti – solo uno lo ha ubbidito, mentre l’altro ha fatto solo finta di vestirsi, continuando ad andare avanti e indietro mezzo nudo. Allora l’ho preso da parte, gli ho chiesto di comportarsi correttamente spiegandogli che altrimenti avrei avvertito i suoi genitori, ma no, non c’è stato verso: mi ha riso in faccia e si è allontanato per andare a chiamare alcuni suoi amici. Io sono una persona educata e pretendo rispetto dai clienti: il bar è frequentato da tantissime persone, dagli anziani del posto a cittadini di 50-55 anni residenti in altri comuni. Vengono qui per fare l’aperitivo, giocare a carte o fare due chiacchiere: non è possibile che gli avventori vengano disturbati da ragazzini che non conoscono la parola “educazione”».

Le minacce dei minorenni, descritti come «una baby-gang», purtroppo hanno avuto seguito. Perché poco dopo la richiesta di vestirsi, il ragazzino che era rimasto senza la maglietta, è tornato con «altre 10-12 persone – raccontano dal circolo Arci – con intenzioni tutt’altro che pacifiche». È in questo frangente che un altro dei minorenni, con una bottiglia, ha minacciato di picchiare il barista. E che un amico, armato di bastone nascosto dietro alla schiena, abbia tentato di fare altrettanto. Il tutto davanti a decine di persone e soprattutto di fronte alle telecamere del circolo, che hanno ripreso tutto: i video, infatti, saranno consegnati nei prossimi giorni ai militari dell’Arma dai titolari che presenteranno denuncia alla caserma di Collesalvetti. «Al bar – conclude uno dei dipendenti – a un certo punto sono arrivati anche i genitori di uno dei ragazzini. Lui sosteneva che fosse stato picchiato, ma non è vero e sia le telecamere che i testimoni lo dimostrano. È incredibile che adolescenti di 15-16 anni facciano certe cose». l


 

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