Il Tirreno

Livorno

L'indagine

Accoltellamento in via Donnini, fermato un ventisettenne a Livorno: è in carcere

Una volante della polizia (foto d'archivio)
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Una volante della polizia (foto d'archivio)

«Il giovane – spiega la polizia – ha numerosi precedenti di polizia per reati contro la persona, il patrimonio e gli stupefacenti»

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Livorno È stato fermato il presunto accoltellatore di via Donnini: è un ventisettenne tunisino che nella mattinata del 21 agosto, gli agenti delle volanti e della squadra mobile della polizia di Stato, hanno accompagnato nel carcere delle Sughere. A renderlo noto è la questura: «Il giovane – spiegano da via Fiume – ha numerosi precedenti di polizia per reati contro la persona, il patrimonio e gli stupefacenti».

Si tratta di un fermo di persona gravemente indiziata di delitto con l’accusa di tentato omicidio, dato che non è stato sorpreso in flagranza di reato, ma dopo diverse ore. Fondamentale la testimonianza della vittima, un ventiseienne moldavo, che ai poliziotti ha raccontato ciò che era successo e ha consentito di individuarlo. La polizia ora cercherà di capire il motivo della lite avvenuta a poca distanza dal bar Corallo di via Donnini, non lontano dalla stazione ferroviaria. Non si esclude un pregresso di debiti, anche se su questo gli agenti devono ancora fare degli approfondimenti.

Il giovane dell’Est Europa era stato accoltellato al petto, su un braccio e alla gola. A soccorrerlo, in pochi minuti, le ambulanze della Svs di via San Giovanni (con a bordo il medico del 118) e della Misericordia di via Verdi, con a bordo i soli volontari, che lo hanno portato d’urgenza nella shock room di viale Vittorio Alfieri. L’allarme era stato dato da un cliente del bar Corallo che aveva notato il giovane riverso a terra e sanguinante. 
 

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