Il Tirreno

Livorno

L'inchiesta

«Erogano meno carburante di quello pagato»: a Livorno la finanza sequestra due pompe di benzina

Stefano Taglione
Controllo della finanza in un distributore di Livorno
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Controllo della finanza in un distributore di Livorno

I militari delle fiamme gialle hanno rilevato una sostanziale differenza fra l'indicazione del monitor del "self-service" e la "verde" che entrava nelle auto

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LIVORNO. Due pompe di benzina sequestrate perché erogavano meno carburante di quello segnalato sugli schermi. Mentre alcuni gestori sono stati sanzionati dopo aver applicato prezzi diversi rispetto a quelli esposti all’ingresso dei piazzali. È il frutto di una serie di controlli effettuati, dall’inizio dell’anno, dalla guardia di finanza di Livorno, guidata dal colonnello Cesare Antuofermo.

Test sulle autobotti

Ma non solo. Perché le fiamme gialle si occupano pure del delicato controllo sulle autobotti in transito sulle strade del nostro territorio. L’obiettivo, infatti, è evitare le frodi. Ovvero che il carburante non venga, ad esempio, “allungato” con altri liquidi, quali semplicemente l’acqua. Un mix, fra l’altro, potenzialmente letale per i motivi di auto e moto. «Capita anche questo», conferma Antuofermo. Non a Livorno, per fortuna, dato che dai test dei militari (almeno quest’anno) non è emerso nulla di simile. La prova è molto delicata e la guardia di finanza è l’unica forza di polizia in grado di fare il prelievo in sicurezza dai mezzi pesanti che trasportano diesel o “verde” per poi procedere alle analisi con la collaborazione dei colleghi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che in città hanno un laboratorio dedicato solo a questo.

Prezzi medi esposti

Chi non espone i prezzi medi regionali, aggiornati, rischia una multa da 200 a 2.000 euro. La guardia di finanza verifica quotidianamente il rispetto della prescrizione, ma al momento tutti si sarebbero adeguati. Le verifiche, naturalmente, proseguiranno anche nelle prossime settimane.

I numeri nazionali

Nel periodo dal primo a Ferragosto, secondo quanto spiegato dai finanzieri, sono stati eseguiti 1.230 controlli a livello nazionale, riscontrando irregolarità in 325 casi, nei confronti di 85 distributori sulle autostrade e 1.145 sulla restante rete. Sono state 789 violazioni, di cui 363 per mancata esposizione dei prezzi o difformità di quelli praticati rispetto a quelli indicati, 426 per inosservanza degli obblighi di comunicazione all’Osservaprezzi carburanti. «Si tratta di un piano d’azione – spiegano dal comando generale – tuttora in corso e che proseguirà anche nei prossimi mesi fino al termine dell’anno, impegnando i reparti operativi ubicati su tutto il territorio nazionale, finalizzato a verificare il rispetto dei presidi normativamente previsti e, recentemente, implementati. Gli operatori del settore sono, infatti, tenuti a rispettare specifici obblighi di comunicazione dei prezzi praticati, mediante il portale “Osservaprezzi carburanti”».

Gli obblighi

I prezzi, inoltre, «devono essere esposti pubblicamente nel luogo di esercizio, attraverso apposita cartellonistica, unitamente all’indicazione del prezzo medio – prosegue la finanza – Il dato del prezzo medio è determinato su base regionale per gli impianti di distribuzione attivi sulla rete stradale ordinaria, mentre è calcolato su base nazionale per i punti di rifornimento situati in ambito autostradale». Le attività ispettive consentono, inoltre, di «verificare il corretto assolvimento degli obblighi fiscali, il regolare funzionamento dei sistemi di erogazione e la qualità del prodotto venduto nonché di acquisire elementi utili per accertare eventuali ipotesi di condotte lesive della libera concorrenza. I soggetti controllati sono accuratamente preselezionati attraverso un’analisi di rischio sviluppata, a livello centrale, dalla componente speciale del corpo. Le posizioni in capo alle quali, a esito di tale elaborazione, emergono più elevati profili rischio, sono, quindi, sottoposte a ulteriori approfondimenti, realizzati mettendo a sistema il patrimonio informativo costituito dalle notizie assunte nell’ambito del controllo economico del territorio, quotidianamente posto in essere per garantire la sicurezza economico-finanziaria del Paese». l

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