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Livorno, bambino morto a due anni e mezzo: disposta l’autopsia, i dubbi da chiarire
La procura dovrà stabilire se la caduta dallo scivolo ha inciso sulla tragedia. A occuparsene il medico legale David Forni
LIVORNO. Si terrà mercoledì 23 agosto, fra tre giorni, l’autopsia sul piccolo Marcos Del Mar Ferrero, il bambino di due anni e mezzo in vacanza a Livorno con la mamma morto poco prima dell’alba di giovedì scorso dopo essere caduto, il pomeriggio precedente, da uno scivolo di un parco giochi.
L’ipotesi
L’obiettivo dell’accertamento richiesto dalla procura, di cui si occuperà il medico legale David Forni nominato dal pubblico ministero Giuseppe Rizzo, è proprio questo: stabilire se l’incidente nei giardini abbia avuto un ruolo decisivo sulla tragedia che ha sconvolto tutta la città, se il piccolo abbia quindi perso la vita a causa delle complicanze di un trauma cranico che inizialmente, come ha spiegato la madre agli inquirenti, non aveva dato alcun campanello di allarme. La donna, infatti, è stata sentita poche ore dopo la tragedia dagli investigatori della Squadra mobile, diretti dal vicequestore aggiunto Giuseppe Lodeserto. Ha spiegato loro come suo figlio, dopo l’impatto, stesse apparentemente bene e che nulla potesse far presagire a un tragico epilogo. Nell’inchiesta avviata dalla procura e delegata agli agenti di via Fiume, per il momento, non c’è alcun indagato.
Cosa è successo
Marcos ha perso la vita in ospedale, poco dopo aver raggiunto il pronto soccorso su un’ambulanza della Svs di via San Giovanni, con a bordo il medico del 118. È stata la mamma, attorno alle 5 di mattina di giovedì scorso, ad allertare i soccorsi dall’appartamento degli amici in si trovava in vacanza, in via Sardi, una traversa di via Ricasoli. Il piccolo perdeva sangue dalla bocca, sintomo forse di un’emorragia cerebrale, anche se questo potrà stabilirlo solo l’autopsia. La madre, dominicana, è corsa in strada per cercare di accelerare il trasporto verso il pronto soccorso, dove il bambino è arrivata già senza segni vitali. Sia sull’ambulanza, che una volta nella shock room di viale Vittorio Alfieri, i medici hanno fatto di tutto per salvarlo, provando ripetutamente a rianimarlo. E solo quando ormai ogni tentativo sarebbe stato inutile hanno cessato il massaggio cardiaco. Dichiarandone la morte. La salma, attualmente, si trova alla camera mortuaria dell’ospedale.
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