Italia
Resta da solo a Ferragosto e si ubriaca: ferito alla testa dopo la lite col babbo
Livorno: il quarantaquattrenne ha provato a picchiare il padre, ma dopo uno spintone ed essere caduto sul pavimento è finito in ospedale
LIVORNO. Quando i genitori sono rientrati a casa lo hanno trovato completamente ubriaco: troppi, infatti, i bicchieri di vino che si era scolato in loro assenza. Al punto che vedendoli sulla soglia dell’appartamento si è scagliato contro il padre, tentando di picchiarlo, ma finendo al tappeto proprio a causa dello stordimento provocato dall’alcol.
Sono stati momenti di tensione quelli vissuti nella serata di Ferragosto in un’abitazione di Antignano. L’uomo – un livornese di 44 anni – è finito al pronto soccorso su un’ambulanza della Misericordia di via Verdi, con a bordo il medico del 118, con un profondo taglio alla testa. Stando a quanto ricostruito, infatti, il babbo per difendere se stesso e la moglie dall’aggressione del figlio lo ha spinto dal corridoio verso la porta della cucina, provocandogli una rovinosa caduta sul pavimento in conseguenza della quale ha anche impattato la testa contro un mobile posizionato vicino ai fornelli, che gli ha provocato un’importante fuoriuscita di sangue e un momentaneo stato di incoscienza.
I primi a soccorrerlo, in realtà, sono stati i carabinieri, intervenuti tempestivamente con due pattuglie. Allertati dal 118, infatti, sono arrivati addirittura prima dell’ambulanza. I militari hanno ascoltato i familiari del quarantaquattrenne, attendendo poi i sanitari, che lo hanno soccorso e trasportato in ospedale per fortuna non in gravi condizioni.
Secondo quanto appurato dai medici, ma si vedeva anche dai resti in cucina, l’uomo avrebbe mischiato al vino anche alcuni farmaci, che hanno avuto l’effetto deleterio di renderlo ancora più violento nei confronti degli incolpevoli genitori. Avrebbe iniziato a bere la mattina, quando è rimasto da solo, proseguendo nel pomeriggio. Poi, alle 20.45, l’alterco col padre degenerato come nessuno avrebbe voluto.
I militari dell’Arma non hanno sporto alcuna denuncia, anche perché il reato di lesioni personali non è perseguibile d’ufficio (la prognosi non è superiore ai 20 giorni, la soglia dove il procedimento penale scatto automaticamente). Il figlio non vuole querelare i genitori, che comunque si sono solo difesi, tanto meno loro vogliono fare altrettanto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
