Il Tirreno

Livorno

Il caso

Mangiano pesce e bevono vino in un ristorante di Livorno, poi scappano: fermati alla Terrazza Mascagni

Stefano Taglione
L'esterno del ristorante "Porto di Mare" sul viale Italia
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L'esterno del ristorante "Porto di Mare" sul viale Italia

Prima dell’ultima portata al "Porto di Mare", una grigliata di gamberoni dopo le cozze ripiene, sono usciti dal locale con la scusa di fumare: «Torniamo subito». Conto di 90 euro, inseguimento sul lungomare con la polizia e la promessa di saldare il conto via bonifico per i due turisti di Torino

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LIVORNO. Hanno ordinato e mangiato due piatti di cacciucco alla livornese, uno di cozze di ripiene e bevuto due prelibate bottiglie di Vermentino della cantina Antinori di Bolgheri. Poi, dopo aver chiesto pure una grigliata di gamberoni, hanno informato il cameriere di «andare solo per un attimo a fumare» e sono scappati verso la Terrazza Mascagni. Lasciando un debito di 90 euro, il prezzo della cena.

Hanno voluto fare come “I Laureati” del film di Leonardo Pieraccioni due turisti torinesi di 38 e 35 anni, ma purtroppo per loro la fuga si è conclusa con la cattura da parte dei titolari del ristorante “Porto di Mare” di viale Italia e l’arrivo di una volante della questura, con i poliziotti che li hanno identificati. La corsa per non pagare è andata in scena attorno alle 23 di sabato 12 agosto, dopo che – secondo quanto ricostruito – i due avrebbero perfino svolto un sopralluogo nel locale attorno alle 19 per verificare l’eventuale presenza di telecamere di videosorveglianza, che per altro verranno installate fra pochissime settimane.

Una corsa verso la scacchiera della Terrazza, poi proseguita al Surfer Joe, dove i due si sono mescolati fra i numerosi avventori, con i titolari del ristorante di pesce che sono riusciti a braccarli una volta vicino al gazebo, dove i turisti torinesi erano tornati forse per riprendere la macchina e lasciare Livorno.

È qui che gli agenti li hanno identificati grazie ai loro documenti di identità, dopo che i soci del “Porto di Mare” li hanno inseguiti per un quarto d’ora e raggiunti. Dal ristorante nessun commento, ma filtra molto fastidio per quanto accaduto, dato che era il sabato prima di Ferragosto, con molti clienti a mangiare, e i titolari con i loro dipendenti hanno fatto gli straordinari per riuscire a gestire i tavoli e poi i due avventori che hanno tentato di fare m i furbi.

I camerieri del locale, in realtà, qualche presentimento durante la cena lo avevano avuto. Comportamenti strani, secondo loro, quelli dei due clienti torinesi. Timori che poi si sono rivelati fondati. Invece di andare a fumare, infatti, i due sono scappati. Uno vestito di rosso, e l’altro di nero, i titolari li hanno inseguiti per centinaia di metri, mentre dal ristorante puntuale è stata la chiamata al 112. Una volta identificati dai poliziotti, hanno lasciato i documenti di riconoscimento e hanno promesso di fare un bonifico. Che non è chiaro quando arriverà: in ogni caso, se non pagheranno, saranno denunciati per insolvenza fraudolenta, reato che prevede la reclusione fino a due anni o la multa fino a 516 euro, ben più dei 90 del conto da saldare.

Due casi analoghi, nel marzo scorso, erano avvenuti alla pizzeria “Il Fanale” e all’Ostricaio: in entrambe le circostanze un gruppo di persone (livornese e fiorentini) aveva mangiato a sbafo senza pagare. Ma fuori da “Il Fanale” uno dei ragazzi aveva perso un documento d’identità per la strada, mentre all’Ostricaio uno dei clienti si era dimenticato l’iPhone da mille euro, richiamando per sapere dove fosse finito: «Al ristorante – la risposta – dove avete pranzato a sbafo», fu la pronta risposta del titolare Andrea Ceselli. l


 

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