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Livorno

L'operazione

Sequestrato mezzo quintale di cocaina in porto a Livorno: «Era destinata allo sballo di Ferragosto»

Stefano Taglione
Il colonnello Cesare Antuofermo
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Il colonnello Cesare Antuofermo

Il colonnello della finanza Cesare Antuofermo: «Il mercato di riferimento? Costa toscana, ligure e anche Sardegna»

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LIVORNO. «La cocaina che abbiamo sequestrato, almeno in parte, avrebbe potuto rifornire lo sballo di Ferragosto in Toscana, Liguria, Sardegna e Corsica. È plausibile, visto il periodo. Non dimentichiamoci che Livorno, uno dei tanti porti italiani utilizzati dai “narcos” per l’ingresso della droga, è anche quello di approvvigionamento per la seconda isola italiana. E ora, lì, è pieno di turisti».

A parlare è il comandante provinciale della guardia di finanza di Livorno, Cesare Antuofermo, che sottolinea come i suoi militari abbiano messo a segno il secondo sequestro nel giro di tre settimane, per un totale di oltre un quintale di “polvere bianca” tolta dal mercato.

Colonnello, Livorno è un porto centrale per l’ingresso della cocaina in Italia.

«È uno dei tanti, non certo l’unico. Nel nostro Paese abbiamo, oltre a Genova e La Spezia, anche Civitavecchia, Napoli, Salerno e Gioia Tauro ad esempio. I numerosi sequestri confermano comunque come qui la politica di contrasto al narcotraffico sia molto efficiente. Finanzieri e doganieri, giorno e notte, pattugliano lo scalo.

Operazioni molto rischiose. In questo caso, il “corriere” che aveva preso il carico, era armato?

«No, era disarmato. Le nostre sono operazioni rischiose, perché chi viene a ritirare 50 chili di cocaina non è certo l’ultimo anello della catena. È una persona preparata e potenzialmente pericolosa. Ma è sempre andato tutto bene qui a Livorno e noi agiamo sempre per tutelare il nostro personale e quello doganale, ma anche gli operatori del porto. Cosa potrebbe succedere se il “corriere” si trovasse di fronte un gruista o un portuale?».

Anche stavolta siete riusciti ad arrestarlo il presunto “corriere”.

«Non è sempre possibile, ma ultimamente anche grazie ad alcuni approfondimenti ci siamo riusciti. Dobbiamo continuare così, visto che giorno dopo giorno stiamo conoscendo sempre di più il nostro porto».
 

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